Sentimenti contrastanti

Ebbene sì, amico in trepidante attesa, è arrivato il giorno della mia gloriosa nascita.

Non ti mentirò, caro bff telematico, ma compiere gli anni da quando ho superato i 18 non è proprio una passeggiata. O meglio, è come fare quattro passi a Disneyland e sentirsi euforici per tutti i colori ma alla scaletta per salire sul brucomela essere fermati dalla pula con la pesante accusa di essere fuori luogo. Gioioso ma anche amaro.

Un pensiero veramente toccante che solo una persona ubicante nel primo mondo può scrivere aspettandosi che qualcuno risponda “poverina!”. Quindi sappi, dolcissimo lettore, che della mia attitudine alla lamentela, la stessa che mi rende una candidata perfetta per fare clownterapia negli ospedali, non ne vado fiera. Anzi, la metto nella lista delle cose per cui è lecito che il Supremo al mio trapasso mi metta nel box dei cagacazzi per l’eternità.

Ammetto, però, che parte di questo mood da festeggiato al proprio funerale lo ho da una settimana per motivi che di per sé non hanno a che fare con l’invecchiamento delle mie membrane poco allenate.

E infatti sento un po’ la malinconia delle cose che cambiano, la paura un giorno di dover rimpiangere le scelte fatte e che farò e in generale il sogno di tornare bebè per poter rifare tutto un po’ meglio e fare di me una persona di cui andare anche solo vagamente fieri. Non che le persone intorno a me non mi facciano sentire amata, anzi. Forse è proprio tutto questo affetto ingiustificato per la mia persona che mi fa desiderare di essere un po’ più il signor Mandela.

Un buon passo potrebbe essere smetterla di piangersi addosso in forma telematica, motivo per cui ora la finisco di miagolare dietro lo stipite e cancello dalla mia faccia l’espressione tra l’avvilito e il confuso che ha Jon Snow in tutti e 800 episodi del Trono di Spade.

E comunque, per tornare al discorso Disneyland c’è da dire che se le forze dell’ordine sono quelle tedesche, note per ricercare le risorse umane tra gli scarti della fashion week, essere fermati da un poliziotto non è poi così una tragedia. E se proprio non riesco a fare un giro sul brucomela, al massimo posso sempre invitare l’agente a salire su da me.

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