Sconfitte e amari déjà vu

Un bacio sulla nuca a labbra serrate a te, amico mio tenerissimo, e una sentita carezzina vagamente in rigor mortis. Carinerie che avendo appena mangiato sei mini cordon bleu (dove mini è inteso dimensione palmo di mano) e cominciando a sentirne gli effetti sul mio corpo, potrebbero essere tranquillamente le ultime.

E già ti vedo, coccolone iracondo che non sei altro, mentre accogli la notizia battendo le mani a ritmo di samba e preparandoti per le mie esequie come se stessi andando al gay pride. Quindi lascia che ti racconti in fretta le ultime news, giusto perché al mio funerale tu possa affermare con ancora maggior sicurezza “Effettivamente era solo una presenza ingombrante” sulla base da karaoke di Let it go.

Innanzitutto come dico da 6 mesi a questa parte, sto scrivendo la tesi. Certo, alcuni direbbero “scrivere la tesi” è un’espressione un po’ forte per ammettere di aver solo digitato un titolo provvisorio su un documento word vuoto come la mia persona. Miscredenti maledetti.

Altro fun fact è che, qualche tempo fa, ho mandato un racconto breve a un concorso per scrittori emergenti. Una bella disfatta carpiata. C’è anche da dire che rileggendolo a distanza di tempo, il brano che ho scelto non era buono neanche per fare da traversina ai cani di piccola taglia. Motivo per cui ho deciso di prenderla sportivamente e gettare nella toilette lo shottino di candeggina preparatomi per l’occasione.

Sicuramente, invece, ti premerà sapere che mi sono appena iscritta a un corso di shuffle. Fantastico, dirai tu che giustamente hai capito di non poter contare su di me per il futuro del pianeta. E fantastico l’ho detto anch’io mentre compilavo il formulario, pagavo e poi leggevo “per ragazzi dai 12 anni in su”.

Prima reazione ovviamente sgomento, brividi, sgradevole sensazione di déjà vu (ma non la stessa di Queen B davanti a un bono*). E dopo un porco qui e un porco lì, ho deciso di non prendermela se tra 5 giorni, entrando in sala, dovessi accorgermi di essere la potenziale madre di tutti i partecipanti.

A indorare la pillola, l’acquisto di bellissime scarpe con le lucine ai piedi (in pratica un paio di Lelly Kelly per tardone) nonché aver trascinato nel baratro dell’imbarazzo una conoscente con l’unica colpa di avermi dato troppa confidenza.

E poi questo sentimento contrastante tra “evviva una nuova avventura” e “se fossi un killer alle cene di famiglia lo racconterei con più orgoglio” mi rimanda a circa 5 anni fa, quando in uno slancio di ridicolaggine pari a quello odierno, mi sono iscritta a un corso di disegno manga e ho scoperto di essere persino più grande dell’insegnante.

Scioccante non tanto per i momenti in cui la mia quasi coetanea mi insegnava a inserire teste giganti su corpi minuscoli, ma per le mezz’ore dedicate alla merendina delle quattro, quando i miei colleghi smettevano di mangiare i pastelli e tiravano fuori i loro kit dei minions per nutrirsi. Oppure l’uscita, dove non solo non trovavo i miei genitori pronti a togliermi la cartella dalla schiena, ma in piú mi toccava spiegare alle madri di non essere la nuova insegnante di sostegno.

Almeno ero la più brava della mia classe…ah no aspetta manco quello.

Comunque, gioia mia, non preoccuparti per me perché sono anni che scolpisco questa mia facciona di bronzo: se non mi sono ancora scavata una fossetta in giardino per aver pagato la mia ultima spesa da 19 euro e 72 centesimi in rame, non so proprio cosa mi possa più frenare (Forse il non possedere un giardino?).

La verità è che ho voglia di fare qualcosa di nuovo, perché in punto di morte non debba intitolare la mia biografia “L’ombra di me stessa” o “Una vita rasoterra” o ancora “Vicende di un lombrico bipede”. Motivo per cui mi lancio in queste iniziative a pagamento, sprezzante del fatto che tra poco più di un mese faccio 26 anni e che alla mia età, nel 1400, sarei già considerata un ottimo fertilizzante.

*riferimento solo per gli estimatori di Beyoncé.

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