5 scuse amare per ammettere a sé stessi e, se lo si desidera a terzi, di non aver affrontato la prova costume nel più dignitoso dei modi ma fingere di accettarlo di buon grado

Ma ehilà a te, graditissimo amico mio! Si lo so, è da mesi che brancoli nel buio più totale alla ricerca di qualcuno che continui a indicarti la via maestra. Ebbene, giovane marmotta, ho una buona notizia per te: rieccomi con la rubrica per il sociale più amata del dark web.

E oggi la dedico a te, lipidico amico mio. A te che, proprio come me, ti friggeresti anche il latte e caffè la mattina se solo fosse socialmente accettato. A te che fai orecchio da mercante quando si parla di fabbisogno giornaliero. E ancora a te, tenero dentro e croccante fuori amico caro, che ogni estate indossando un bikini ti ritrovi ad esclamare ohibò.

Ma non temere bff dei grassi saturi, posa quel manubrio da 3 kili e riacciambellati dove stavi perché oggi, in live dal letto di casa, riceverai non 1, non 2, non 3, non 4, ma ben 5 scuse da sussurrarti dolcemente nei momenti di debolezza per superare il senso di inadeguatezza quando indossi il neoprene.

Ma prima di capovolgerti l’esistenza con consigli, come al solito, con un ottimo rapporto qualità-prezzo, lascia che ti dia giusto due info sulla persona che proprio in questo momento sta digerendo una cena all you can eat comodamente spiaggiata sul morbido.

Piacere del piacioro, mi chiamo Morgana Meli, ho 25 anni spesi veramente bene e da 24 una forte passione per tutti gli impieghi che in genere non prevedono una retribuzione.

Oltre a queste caratteristiche lusinghiere, tra le varie ed eventuali della mia vita, annovererei la mia propensione ad amare tutto ciò che lo stomaco digerisce con fatica e un certo talento a prediligere alimenti che il dietologo di Belen e Ceciu Rodriguez sconsiglia fortemente.

Da quando ho l’età per guardare i ragazzini con lascivia, tento con poco successo di rendermi gradevole alla vista con una ginnastica che definire tale e come paragonare Marilyn Manson a Cristina d’Avena. In tempi non sospetti, inoltre, sono stata accusata di essere gravida dalla mia genitrice, visibilmente preoccupata per il mio pancino da quarto mese, rivelatosi poi solo un piatto di pasta al sugo di troppo.

Da un annetto a questa parte pratico uno sport amatissimo nel settore del sesso a pagamento corredando il web di foto di nudità sufficientemente nitide per poter intuirne la volgarità ma non abbastanza per coglierne gli inestetismi.

Tra le alte qualità, oltre a quelle sopracitate, amo i cuccioli ma questo non mi impedisce di mettermeli nel piatto, dormo con il lenzuolo per sentirmi protetta e sul curriculum ci butto conoscenze informatiche che non ho solo per fare bella figura.

Quindi dopo aver sciorinato tutti i motivi per cui vale proprio la pena affidarsi a me: 5 scuse amare per ammettere a sé stessi e, se lo si desidera a terzi, di non aver affrontato la prova costume nel più dignitoso dei modi ma fingere di accettarlo di buon grado.

  1. La personalità

Vecchia come il cucco, la prima scusa ha il grande pregio di essere nell’1% dei casi veritiera. E infatti Gandhi avrebbe di sicuro potuto usarla senza battere ciglio quando, avvolto nel suo mega pampers, faceva giustizia nutrendosi come una modella di victoria’s secret.

Questo metodo, frutto di una ricerca dell’università del Michigan, si basa sulla leggenda che se sei una gran bella persona dentro nessuno può questionare la poca sodezza dei tuoi tessuti fuori.

Metodo d’uso: mettersi comodi sull’asciugamano e, dopo aver ripassato con lo sguardo tutta la spiaggia, esclamare a gran voce “tutte uguali queste femmine/maschi d’oggi.” Rincarare la dose con “sembrano fatti con lo stampino”, ammettere con gravità “il corpo è solo uno sciocco guscio”. Sorridere sornione con lo sguardo di chi ha centrato il punto. Se in vena di fare il burlone, avvicinarsi a terzi ed esclamare decisi “l’importante è la personalità!”. Allontanarsi prima che qualcuno scopra che persona orribile tu sia.

  1. Mi piaccio così

Il secondo escamotage per smetterla di singhiozzare e continuare a godersi i raggi UV in santa pace, prende il nome di “mi piaccio così”. Questo metodo, approvato da 1 dietologo su 300, non solo ti consentirá di accasciarti sulla sabbia fingendo deliberatamente di ignorare di condividere il globo terrestre con Gigi Hadid, ma ti permetterà di fare il bis di fritto misto di pesce con la serenità di un assassino con un buon avvocato.

Metodo d’uso: prendersi i lembi dell’esterno coscia e gioire “mi amo così come sono”. Rincarare la dose stropicciandosi anche l’interno coscia e sussurrando “my body my choice”. In caso di foto per social tenere tesi gli addominali e, in presenza di terzi in vena di fare osservazioni, giustificarsi con una punta di aggressività “mi piace stare in apnea”.

  1. Acqua di mare

Ed eccoci in picchiata con la terza scusa che porta il nome poetico di “acqua di mare” e richiede come prerequisito almeno un bagno (possibilmente sprovvisti di braccioli).

Grazie all’alto potenziale di effetto placebo, questa strategia ti aiuterà a giustificare il tuo ventre in pompa magna agli occhi di estranei, parenti accompagnatori, eventuali partner, nuove fiamme conosciute al Cocoricó la sera prima e persino ai tuoi bulbi oculari.

Metodo d’uso: Entrare in acqua e annaspare per q.b. di tempo. Dopo essersi trascinati in riva, esporre il corpo e mettere subito in chiaro “ho bevuto un sacco d’acqua”. Procedere colpendosi affettuosamente l’addome e sottolineare “questa è tutta acqua…davvero”. Avviarsi con fierezza verso l’asciugamano sussurrando “È solo acqua”.

  1. Felicità

Con questo titolo già messo in musica anni fa, eccoti servita la quarta e penultima scusa carpiata del giorno. E infatti “felicità”, un po’ come personalità, consiste nel sottolineare le mancanze altrui per elevare sé stessi a modello di vita da imitare.

Il modo è semplice e alla portata di foca.

Metodo d’u so: additare essere umano provvisto di six pack o gluteo piacente. Ammettere con amarezza “tutte queste persone con il pallino per la ginnastica sono malate” scuotere la testa come una madre apprensiva e aggiungere con gravità: “queste fisse ti rovinano la vita”. Se in presenza di un interlocutore mediamente interessato, rivelare “meglio essere curvy ma felici”. Dopo aver fatto un ennesimo impietoso paragone tra il tuo interno coscia e quello del vicino di asciugamano bodybuilder, dire con decisione “Confermo”. Mentre ci si risdraia fingere di non sentire le risate giulive della suddetta/o.

  1. Come Russell Crowe

Ultima ma solo perché mi è venuta in mente dopo, la quinta scusa tira in ballo alcuni dei nomi del mondo dello spettacolo più amati da primo e terzo mondo.

Mettersi infatti a paragone di chi firma autografi non solo ti aiuterà a rinfrancarti lo spirito ma ti permetterà di dimenticare per breve tempo l’enorme abisso tra la vita gloriosa dei primi e quel pot-pourri di pressapochismo che è la tua.

Metodo d’uso: Dopo essersi girato al sole per abbronzare lato A e lato B, pizzicarsi piano ma con consapevolezza i punti critici della propria figura. Battere sulla spalla del tuo accompagnatore/trice e confessare “sono ingrassato/a come Rihanna e Russel Crowe”. Ribadire con tono confidenziale “Se capita a lei perché non dovrebbe a me”. Strizzare l’occhio in segno di accettazione mentre si googla il nome della cantante.

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