Demoni, eventi paranormali e tentativi fashion

Ma ciao a te, stimato amico mio che, diversamente dalle milf delle pubblicità che da un paio di settimane a questa parte popolano il mio computer e insistono nel dire di desiderarmi, abiti a diverse leghe di distanza.

Ma “Donne calde a pochi chilometri da me” a parte, tutto va come al solito alla grande.

Quattro giorni fa per esempio, ho dovuto fare supporto psicologico al mio lover che, verso le undici di sera, è arrivato tutto scosso a battermi sulla spalla dopo che la nonna, con il suo smartphone nuovo di pacca, aveva appena creato un gruppo WhatsApp con lui e il fratello e l’aveva sbadatamente nominato “saw”, per poi sparire nell’etere facendo ghosting.

Simpatiche coincidenze demoniache che, abbinate alla figura della dolce anziana di solito gioviale, hanno tolto il sonno a tutta la famiglia. Ma tutto è bene quel che finisce con un esorcismo e infatti la vecchia è ricomparsa il giorno dopo quando ormai nessuno ci sperava più.

Un po’ meno goliardici e un po’ più da arresto sono invece i miei vicini che ieri sera alle otto hanno sentito l’esigenza di attaccare mensole al muro, facendo collassare a suon di trapano il mio tenero muscolo cardiaco.

E già ti vedo, amico mio dolce, mentre scocciato dai un calcio al gatto e mi chiedi urlando quale sia il problema. Ed effettivamente, essendo io una estimatrice del bricolage e dei decibel alti usati a sproposito, capisco la tua perplessità. Devi sapere però che tutto il mio sgomento deriva dal fatto che, nonostante abbia l’età per essere madre, sono anche una cacasotto (nel caso eccoti l’articolo dove l’ho ammesso per la prima volta->opplá) e che qualsiasi cosa mi succeda tra le mura di casa senza la compagnia di un altro umano mi atterrisce più delle infradito usate come calzatura da città.

Per esempio, una volta mi trovavo in cucina e stavo lavando i piatti (no non è questa la parte paranormale, o almeno non la sola) mentre in salotto avevo lo stereo accesso con la mia solita compilation di hits latine. E proprio mentre duettavo spensierata con J Balvin e sciacquavo pentole e padelle all’acqua di rose, sento dall’altra stanza che il volume della radio sale da solo, sempre di più, fino ad arrivare al massimo. Una roba tipo paranormal activity edizione cacofonica. (Se Dario Argento leggesse questa porcata penso verrebbe a cercarmi solo per darmi un manrovescio)

Tutto ciò solo per spiegarti il perché un improvviso rumore infernale a pochi metri da me mi ha raggrinzito la pelle come uno shar pei.

E potrei andare avanti per almeno un minuto buono, arricchito da pause per aumentare la tensione, con racconti horror in cui sono l’avvenente protagonista.

Infatti sospetto che sia stata la stessa mano/zoccolo di beelzebub in persona/capra a guidarmi mentre la scorsa settimana acquistavo una tinta rosa per i capelli con cui ho avuto il fegato di seccarmi ulteriormente la parrucca.  Una bella cafonata che ho poi cercato di riparare tagliando la parte interessata e rendendo la mia persona una barzelletta raccontata male vivente.

Ma questa premura da parte del diavolo di rifarmi il look non è propriamente una novità. È infatti ciclicamente e fin da tempi non sospetti faccio in modo di avere almeno un motivo per vergognarmi di varcare il portone di casa (oltre al mantello di disagio che mi porto sempre allacciato con il doppio nodo sulle spalle). E per fortuna che non ho mai avuto i soldi per tatuarmi, sennò adesso mi ritroverei con certe bestialitá addosso che farebbero storcere il naso anche a Bocelli.

Ammetto che da una parte mi consola pensare di non poter diventare una top model per forza maggiore. Mi toglie almeno la responsabilità delle mie avventate e, a tratti, daltoniche azioni. Certo è, però, che avrei comunque piacere di allontanare il maligno da me, giusto per evitare l’imbarazzo di dovermi chiudere di nuovo in bagno a piangere convinta di aver sentito una presenza camminare per il corridoio.

2 risposte a "Demoni, eventi paranormali e tentativi fashion"

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