Reginetta Inutilità

Aveva proprio ragione Gandhi quando diceva che meno fai e meno faresti. E infatti, amico piacente, questi ultimi giorni sono stati una bella nuotata nel mare dell’indolenza (Dante, la prego, esca da questo magnifico corpo) e delle occupazioni inutili.

E dopo 15 giorni di occhi semichiusi e dormiveglia di 24 ore sono pronta a scommettere che in una eventuale apocalisse zombie verrei tranquillamente scambiata per un cadavere che rumoreggia (se non fosse per le maniglie dell’amore che potrebbero insospettire).

Muschi e licheni a parte, oggi ho finalmente comprato una vera mascherina.  Infatti probabilmente non sai che fino a stamattina sono andata in giro con una bandana avvolta in faccia. Un affronto al buongusto persino per me che, tra parrucchino secco e outfit improponibili, sono già lo zimbello del quartiere.

E poi tutti i miei tentativi di cucire io stessa uno straccetto per viso ricavandolo dalla coppa di un mio reggiseno non hanno portato a niente, se non dell’amarezza nello scoprire di non riuscire a bendare contemporaneamente naso e bocca con una seconda scarsa.

Quindi ti lascio immaginare la felicità di poter tornare a dominare la calle senza sentirsi additare come rapinatore dai bambini.

In più, non appena indossato il nuovo acquisto, il mio congiunto mi ha detto con un’enfasi mai vista dal giorno in cui ci siamo conosciuti che sono bellissima. Cosa che mi ha lasciato interdetta per minuti e minuti e che mi ha portato a farmi un mucchio di interrogativi tutti che finivano con “dovrei lasciarlo?”

Superato il momento in cui il mio formaggino, coccolino, biscottino e tante altre cose che hanno un diminutivo, ha deliberatamente ammesso che con la faccia coperta sono uno schianto, sono poi passata all’acquisto del biglietto aereo per tornare in Italia per dare, come tradizione, il cinque ai miei consanguinei.

Volo che mi è costato meno di una cena dal kebabbaro e che mi ha messo il dubbio che il pilota venga scelto ad estrazione tra i passeggeri, altrimenti non mi spiego come per 20 euro si possa volare su ali che non siano della fantasia.

Un po’ come mi chiedo come mai l’università non voglia riconoscermi ben sei esami o perché il gatto del mio vicino di casa mi fissi dal balcone con quello sguardo giudicante ogni volta che mi metto fuori a leggere.

E mentre macero nelle domande irrisolte combattendo le piaghe da decubito e le occhiatacce del felino, scopro con immensa gioia un innato talento al “canta tu” e una forte passione per la creazione dei gioielli in resina, un trasporto particolare per la visione di serie tv già viste e una deliziosa propensione per l’ideazione di simpatiche calamite da frigo.

Insomma un romantico puzzle di hobby inutili che agghiaccerebbero persino Tonio Cartonio, figuriamoci chi con tanti sforzi prima mi ha messo al mondo e poi mi ha anche dato un’educazione nella speranza di vedermi fare strada nella vita.

Scusatemi genitori miei

4 risposte a "Reginetta Inutilità"

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