5 cose essenziali da fare in quarantena pensate e testate da chi non è in quarantena

Buongiorno a te, amico mio in contumacia che non vede un raggio UV da giorni.

Lo so, lo so, é un periodo difficile per te e la tua famiglia e già ti vedo mentre minacci di buttarti dalla finestra tenendo il gatto sotto braccio in ostaggio mentre urli come un ossesso”fatemi uscire di qui!”

Ma non preoccuparti, amico con una crisi di nervi, perché per te ho una notizia buona e una cattiva.

Quella cattiva è che i felini hanno 7 vite e quindi la tua minaccia non fa paura a nessuno. Quella buona invece è che proprio io ho scelto di dedicare questa rubrica a te, vittima della quarantena, fornendoti su un piatto d’argento una lista di ben 5 cose da fare per non perdere il senno.

Ma prima di infiocchettarti l’ennesima cafonata, mi prendo la libertà di presentarmi giusto perché, quando in futuro ci lascerò le penne, tu possa dire “era proprio una brava ragazza”.

E quindi piacere, mi chiamo Morgana Meli, ho 25 anni e abito in un paese che attende l’apocalisse a braccia conserte ma con l’arroganza di chi si è inventato le Birkenstock.

Da anni cerco di camuffare la mia poca voglia di darmi da fare, postando foto su instagram che illudano me e i miei followers che io sia una persona carismatica. Oltre a riciclare foto del 2012 nella speranza che nessuno se ne accorga, passo la mia esistenza tra le quattro mura di casa senza reggiseno e in calze antiscivolo. Questa mia capacità di fare degli anni più belli della vita un motivo di rammarico sul letto di morte, mi ha permesso di sviluppare tecniche di intrattenimento della mia persona senza il bisogno di altra luce se non di quella artificiale.

Tra i miei tanti pregi oltre quelli già elencati, pratico uno sport che da molti viene additato come il primo passo verso il mondo della prostituzione, mangio più del mio fabbisogno giornaliero di una donna adulta e non concludo neanche la metá delle cose che comincio.

Quindi, ora che abbiamo messo i puntini sulle i, smettila gentilmente di dialogare con il tuo riflesso e buttati a capofitto in una di queste 5 cose essenziali per trascorrere al meglio la quarantena.

  1. Rimugina

Fondamentale quando si è soli con sé stessi è rimuginare. Questa azione, se compiuta più volte durante l’arco di una giornata, attiva il talamo della vergogna ovvero la struttura nel sistema nervoso centrale in cui seppelliamo tutte le figure di merda fatte alla luce del sole e che ci impedisce di seppellirci vivi per il disagio.

Una volta risvegliato, il talamo ci restituisce a ondate di consapevolezza e rossori da imbarazzo tutti gli scheletri chiusi a doppia mandata nell’armadio.

Per passare il tempo quindi fai cosí: prova a scandagliare ogni ora della tua vita dalla nascita e annota su un quaderno tutti i buoni motivi per non mostrare più il muso in giro. Un bel ripasso ti indurrà a pensare che forse la quarantena non è poi così male.

2. Vendi foto dei piedi su internet

Perfetto per chi è avvezzo alla noia ed è alla ricerca di un un’entrata extra, la vendita dei propri alluci nella rete è il passatempo ideale. Questa pratica, considerata indecente se inserita nel paragrafo esperienze lavorative del CV, non solo ti consentirà di immortalarti comodamente disteso sul divano di casa senza neanche l’impiccio della scelta di un outfit, ma ti introdurrà nel mondo redditizio del fetish.

Una piccola attività che, finito l’isolamento, ti permetterà di andare a recuperare la tua fiamma a bordo di una Lamborghini con interni in pelle e impreziosirà la tua fedina penale rendendoti appena più interessante.

3. Entra nel libro dei record

Quante volte ti sarà capitato di sentire tua mamma sussurare a tuo padre che non vali un soldo di cacio? Lo so, centinaia ne?

E allora quale momento migliore, se non questi giorni di esilio, per riscattarti agli occhi della tua genitrice superando brillantemente uno dei record mondiali ed entrando a pie pari nel Guinness dei primati. Basta, infatti, veramente poco per vedere il proprio faccione stampato su uno di quei volumi con copertina olografica. Quindi smettila subito di cambiarti le mutande, dormi per giorni, mangia solo grassi saturi, impara la bibbia a memoria e aggiudicati il primo posto nella categoria che meglio si addice alle tue disabilità.

Un escamotage che non solo occuperà gran parte della giornata salvandoti dalla noia ma che ti condurrà dritto dritto verso l’approvazione genitoriale.

4. Pianifica un crimine

Università, casa, lavoro e neanche un momento per programmare una rapina a tavolino. Grazie al cielo questa quarantena cade proprio a fagiuolo! E infatti non tutto il male vien per nuocere: come in una simpatica serie di Netflix finalmente potrai anche tu pianificare un crimine a scelta avvalendoti delle ore buche tra un pasto e l’altro e senza il bisogno di trovare per forza un alibi che ti tenga lontano dalla gattabuia.

Prepara il colpo, tentalo e all’interrogatorio esclama “Agente, ma ero in quarantena!”. Racconta poi tutto agli amici e goditi le loro espressioni ammirate.

5. Scrivi le tue memorie

A chi non piace l’idea di essere ricordato dai posteri? Allontana il rischio che al tuo trapasso nessuno si ricordi il tuo nome di battesimo approfittando dei giorni di clausura per vomitare su carta le tue memorie.

Una volta messa nero su bianco in forma romanzata la bellissima persona che sei, potrai finalmente scongiurare il pericolo di non essere riconosciuto dai tuoi pronipoti nelle foto di famiglia e di essere additato solo come il parente che si vestiva strano.

Se sei un disgraziato come me, molto probabilmente due ore tra un crimine e una vendita di foto di piedi ti saranno sufficienti a riassumere in un opuscolo gli anni vissuti. Se invece sei uno che conta, divertiti a giocare a Marguerite Yourcenar e scrivi la tua biografia in volumi, pronta per un eventuale adattamento cinematografico.

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