Lettura dell’opera “Villanata” su tela

Titolo: Villanata su tela

Autore: è intelligente ma non si applica

Dimensioni: abbastanza ingombrante

Tecnica: coi piedi

Luogo di conservazione: Hamburger Bahnhof, Berlino

Lettura dell’opera

Pennellate feroci, colori di cattivo gusto e chincaglierie appese senza voglia di applicarsi caratterizzano questa magnifica composizione, oggi conservata in quella sorta di pignatta ripiena di incubi che è il museo d’arte contemporanea Hamburger Bahnhof di Berlino.

L’opera “Villanata su tela”, pensate realizzata con soli 2 euro e 67 centesimi incluse spese di trasporto e cornice in legno massello, è solo uno dei tanti capolavori che tappezzano sommariamente una delle gallerie più apprezzabili della sensazionale capitale tedesca.

Più brutta di una scarpa Hogan e provocante come un infradito indossata con calzino, la tela si presenta in formato troppo grande per essere ignorata. Piazzata in una sala pressocché vuota risulta, infatti, un vero eye-catcher per chi possiede il dono della vista e la sfortuna di trovarsi in quel posto in quel momento.

Gratificante uso dei colori e della ventolina posta proprio sopra alla sgommata nera quasi ad imitazione di una gigante e, presumibilmente, metaforica “I”. Piacevole anche l’accostamento spago-libro marroncino-termometro: una combinazione che solo la mente di un fan accanito di Young Signorino poteva partorire.

Seppur da un primo sguardo “Villanata su tela “appare come una serie di cose raffazzonate e incorniciate forse da una nonna premurosa o una madre che crede fin troppo nelle capacità della propria prole, quest’opera nasconde un significato ben più profondo e pragmatico.

Sembra infatti che l’uso di colori, forme e oggetti vomitati sfacciatamente su carta, nascondano una violenta critica nei confronti della società ed in particolare rispecchino in toto il sentimento di frustrazione provato dal fruitore dell’opera stessa nonché ente pagante.

Autoreferenziale come una Baby K che urla il suo nome, isterico come una Britney del 2007 e pretenzioso come una Lady Gaga vestita in bistecche, questo sogno su carta seduce proprio per la sua irriverenza.

Sebbene alcuni potrebbero definire l’opera una cafonata, una scorreggia silenziosa in un pullman affollato, una giocosa bestemmia urlata nel mezzo di una convention di cardinali, “Villanata su tela” non è solo un collage di materiale ripescato dal non-recuperabile ma è il sogno di un artista con lo zio gallerista e il pallino per i dolcevita neri.

Per concludere, questo quadro è solo il primo di una serie di sorprendenti minchiate del valore commerciale di una goleador che giustificano senza ombra di dubbio i 10 bigliettoni sganciati all’entrata.

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