Il mancato senso materno

Io non so te, amico mio affiatato che se stai leggendo questo post probabilmente verrai citato nella sezione “saluti” del mio testamento, ma quando mi ritrovo davanti ad un infante mi sento più in difficolta di un reduce dal Vietnam che sente rumori forti.

Sarà che sono leggermente psicopatica, sarà che al 28 novembre ho già aperto 6 caselline del calendario dell’avvento, ma il mio comportamento davanti ad una creatura con la testa molto più grande del corpo non riesco proprio a spiegarmelo.

E non fraintendermi amico mio squisito che stai già con la cornetta in mano a chiamare la pula. I bebè sono simpatici, con le loro manine cicciottelle e la gambette curvy mentre vivono completamente inconsapevoli che, prima delle operazioni, Kylie Jenner avesse un’altra faccia.

Però sono quegli occhi, che ti osservano e che si aspettano qualcosa di grande da te, a farmi sperare ogni volta di non dover avere a che fare con uno di loro. Che poi ho anche un po’ la sensazione che i piccoli d’uomo sentano l’odore dell’imbarazzo sennò non mi spiego come mai quando c’é un bambino piccolo nei paraggi mi senta sempre il suo sguardo addosso.

E già ti vedo, più adirato di Zequila quando difende la madre, mentre spacchi a testate la tastiera urlando “i bambini sono innocentiii!”

E amico, qui ti potrei anche dare ragione se solo mantenessi un po’ la calma e se non fosse che i dolori più grandi li ho subiti proprio quando ero alta come un piedistallino per torte e gli altri mini hombre ferivano il mio tenero pericardio dicendo innocentemente cosa pensavano di me. Però è vero, non si può dare la colpa delle proprie azioni ad una creatura che non ha ancora capito il vantaggio di essere gli unici in Europa ad avere il bidet in casa.

Se ti stai chiedendo per quale motivo ti stia facendo sprecare tempo in narrazioni sul mio rapporto con chi si mangia ancora la terra, è semplicemente perché proprio l’altro giorno incontrandone uno mi sono chiesta se fosse normale a 25 anni non sentire alcuna traccia di istinto materno.

Motivo per cui sul momento, non appena il piccolo in questione ha scelto me, ho solo cercato di renderlo meno lucido e spietato nel giudizio distraendolo con un po’ di solletico nella zona ascellare che credo abbia gradito.

E dato che domani è il mio compleanno, mi domando (e domando anche a te, amico con gli occhi al cielo) se rientri nella categoria persone disumane non sentire la necessità di stringerlo tra le braccia e cantargli la danza delle streghe di Gabri Ponte. Di parlargli con quattro toni in più o di lodarlo e talvolta dargli del ciccione come se fosse un complimento.

A me tutto ciò non viene o se viene dura pochissimo. Non so se sperare in un futuro di scoprirmi desiderosa di essere madre. Sinceramente per il mio predecessore credo di no perché non avrei tante massime da insegnargli se non quella di non indossare mai le calze antiscivolo imbottite che poi uscire di casa diventa problematico. E non credo neanche in chi dice che i figli basta amarli per crescerli perché sinceramente non vorrei mi uscisse terrapiattista oppure uno di quelli che ti parla a due centimetri dalla faccia.

Quindi per adesso rimango un po´con il dubbio di non essere al 100% equilibrata e ne approfitto per chiedere a Paolo Fox delucidazioni circa quello che sarà il destino del mio utero.

Fammi sapere.

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