5 scuse take away per dare buca in quattro e quattr’otto anche a Obama con l’unico possibile effetto collaterale di rimanere soli per sempre

E dopo una settimana di ritiro spirituale dentro i 20 metri quadri che teneramente chiamo casa nel tentativo (fallito) di presentarmi all’esame di ceco senza sentirmi fuori posto, eccomi qui ancora una volta al tuo servizio, amico mio, con altre pillole di saggezza leggibili, per spianarti la strada in questo tafferuglio detto vita.

E sebbene sia rimasta indietro di una puntata di Temptation Island Vip, oggi dedico questi cinque minuti proprio a te, sì sì a te darling, che da anni pratichi la disciplina del “poi vediamo”, “non so se riesco” oppure “credo di non sentirmi bene” per evitare come la peste qualsiasi forma di contatto umano all’infuori del ragazzo delle pizze.

E già ti intravedo con gli occhi sgranati come a dire “io asociale? Ma cosa vai farneticando brutta cretina con le maniglie dell’amore”, eppure carissimo è inutile che ti scaldi perché mentire a te stesso non ti porterà da nessuna parte.

Quindi proprio per te che vivi nella costante paura di essere invitato ad eventi, feste, aperitivi, incontri sportivi, e rendez-vous che non prevedano un risarcimento in denaro, ho ideato ben 5 scuse che non solo ti toglieranno l’impiccio di dover fingere sorrisoni di allegria o di mostrare l’interesse di Giuda Iscariota per vicende che non ti toccano minimamente, ma che addirittura ti allontaneranno dalla società fino al punto di farti chiedere se effettivamente ne valga la pena o se forse sarebbe meglio fare ogni tanto buon viso a cattivo gioco per non morire da solo.

Ma adesso ti starai probabilmente chiedendo come mai proprio tu, che comunque le scuole le hai frequentate, dovresti farti insegnare a vivere da una che apparentemente conduce un’esistenza al limite dell’angoscia e non ha neanche una taglia di seno sufficiente a giustificare il suo diritto di voto.

Allora mettiti comodo e lascia che mi presenti.

My name is Morgana, in inglese Morgeina e, da quando ho aperto gli occhietti impastati il 29 Novembre, dopo un parto naturale di quasi 25 gloriosi anni fa, ho fin da subito maturato la certezza che troppa compagnia non fosse di mio gusto. Ed è così, tra una pappetta e una mela sbriciolata, che ho cominciato la mia scalata verso la vita guardando arcigna tutto quello che sta su due gambe e ha delle opinioni.

E se la mia preferenza per barbie eremita non fosse un segno abbastanza evidente della mia poca voglia di rapportarmi con la mia stessa specie, il mio grande amore per tutte le cose che si fanno in solitaria come leggere, scrivere e ballare con un palo che non ti contraddice mai, fanno di me la degna rappresentante di quella fetta di popolazione che vive e muore senza che nessuno se ne accorga.

E non farti ingannare dalla mia laurea in turismo oppure dalla diceria che i sagittario sono gente solare perché, senza cattiveria amico, qui nessuno ti aprirà la porta di casa o ti indicherà dove sta il bagno. Ma non prenderla a male!

Gli invidiosi diranno che sono antipatica, i vegani che sono un’assassina, i medici che non sono in grado di operare l’appendicite ma la verità è che grazie a questo stile di vita che strizza l’occhio a quello di Hannibal Lecter,  sono arrivata alla mia veneranda etá con piú borse Lidl riutilizzabili per la spesa che sentimenti.

Tra i tanti pregi, oltre a quelli appena elencati e ai capelli irrimediabilmente poco nutriti, ad oggi vivo nell’unico posto al mondo rinomato per essere la patria delle persone anaffettive, esco di casa solo quando ho tanta fame e occasionalmente mi disegno le lentiggini per sentirmi speciale peró vergognandomene.

Quindi corri subito a insacchettarti nel tuo pigiama perché è tempo delle: 5 scuse take away per dare buca in quattro e quattr’otto anche a Obama con l’unico possibile effetto collaterale di rimanere soli per sempre

  • Aerofagia

Un nome scientifico per la prima scusa ben assestata dell’elenco, Aerofagia è la parola magica per allontanare non solo amici ma anche quella fetta di parentame che in realtà non ti vuole davvero bene ma esce con te solo perché purtroppo ha un legame di sangue e quindi lo sente come un dovere. Una volta superata la difficolta nel pronunciare lo iato ae, l’uso è semplice ma efficace, alla portata di chiunque possieda uno stomaco. Come funziona: dire/scrivere/postare “ho l’aerofagia” e attendere. Se in presenza dell’amico/a da scansare in questione guardarlo negli occhi e ammettere di aver mangiato troppe lenticchie. Accompagnare il tutto da un massaggino al basso ventre fino all’allontanamento dell’interessato. Se nel bel mezzo di una conversazione telematica dopo aver corredato il messaggio con faccina triste e cuore, sogghignare e cominciare a scegliere la serie Netflix da guardare.

  • 5 minuti e arrivo

Una scusa classica ma sempre utile è quella dei 5 minuti, ancora meglio se condita da “metto quel che rimane della vicina in freezer e sono da te” oppure “spero che la pula non trovi il materasso con la droga mentre passeggiamo al parco”. Istruzioni per l’uso: alla richiesta di incontro o partecipazione a evento goliardico non desiderato esclamare con entusiasmo “5 minuti e arrivo” immaginando divertito la faccia delusa di chi stará per manciate di minuti a scrutare l’orizzonte inutilmente. A scelta decidere se condire la frase con i dettagli di cui sopra. Come ultima cosa sparire dalla vita dell’amico fino al giorno in cui lo stesso si chiederà se siete mai esistito davvero o se siate solo frutto della sua pazzia.

  • Ho cambiato città

Senti baby è inutile che sbuffi perché anche la terza scusa di questa lista non è mica una minchiata buttata lì per caso come invece mi sembra tu stia insinuando. Infatti forse non sai che molto probabilmente la tua città ha un’omonima da qualche parte nel mondo e che questo fattore squisitamente poco interessante possa proprio essere l’escamotage che fa al caso tuo. Ma come funziona? Mettiamo il caso che tu sia di Torino come l’affascinante sottoscritta. Alla domanda “ci vediamo a Torino?” domandare con innocenza e una punta di arroganza di chi la sa lunga in geografia “ma quella italiana, croata, colombiana o canadese”. Alla risposta semplicemente ammettere di trovarsi in uno degli stati non menzionati a tua scelta. Salutare in lingua straniera autoctona per aumentare veridicità.

  • Scusa, ci conosciamo?

Catapultiamoci al quarto punto con una tecnica che prevede l’affascinante trucco dell’amnesia, un espediente già usato nel mondo cinematografico e che porta sempre grandi soddisfazioni anche nella vita di tutti i giorni. Ecco come si usa. Alla domanda “allora che fai sabato, che ne dici di vederci?” inarcare il sopracciglio e con espressione simpatica ma sospettosa domandare “Scusa, ma chi é lei?”. Al quinto tentativo del tuo ex compagno di banco del liceo di rimembrarti i bei vecchi tempi, alzare la mano urlando “se non ti togli ti do uno schiaffo”.

  • Va bene ma ho fatto sesso con il tuo fidanzato/a/madre/padre

Da provare assolutamente se si vuole fare il tragitto casa-lavoro senza incrociare alcuna faccia amica e sentirsela di correre il rischio di incrociarne alcune nemiche, la quinta scusa ha molteplici effetti, tutti deliziosamente catastrofici. Procedi così: alla richiesta di uscita in forma verbale o scritta di qualsiasi essere umano non gradito rispondere “Certo! Spero solo non sia un problema il fatto che abbia avuto dei trascorsi sessuali con il tuo attuale partner. Ci vediamo alle 3?”. In caso di umano single semplicemente sostituire il soggetto dei trascorsi con un membro caro della famiglia o cantante della band preferita. In caso di incontro vis-à-vis con l’amico/a in questione, prevenire lo schiaffone del suddetto annunciando “la violenza non risolverá nulla”. Dopo tutta questa manfrina escogitata a tavolino, attendere lo spargimento della voce secondo cui tu sia uno/a facili costumi tra i conoscenti del tuo amico/a sperando che decidano all’unanimitá di allontanarti dalla comunity. Prepararsi alla solitudine con il sorriso.

 

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