Insofferente ma spumeggiante

Salve amico mio dolce! Un bacio a stampo sentito proprio a te che, probabilmente, come me stai giá singhiozzando al solo pensiero che domani ricominci la settimana ma che magari non lo stai facendo con una polpetta fredda da frigo in bocca dopo aver mangiato una banana con pane e wurstel come la sottoscritta. (Nel caso invece tu lo stia facendo scrivimi e potremmo diventare inseparabili).

La mia vita procede come al solito alla grande, sempre sotto il segno dell’imbecillità mixato a carisma e tantissime altre qualità che non spiegano la mia tendenza all’eretismo e al grugno facile.

Grugno che ho tenuto tutto venerdì sera quando la mia amica giappo-russa ha deciso di trascinarmi in centro a fare quello che i ciovani fanno e che io ho accettato solo con la promessa di potermi sbafare un cheeseburger strada facendo.

E, quindi, bardate da accompagnatrici di classe siamo andate nel luogo della movida per eccellenza di Dresda ovvero l’unica via dove gli abitanti non hanno cento anni a gamba o li hanno ma non lo vogliono riconoscere oppure gli si legge in faccia che fanno parte della malavita o ancora una combinazione di tutto questo.

Ed è stato proprio mentre sfilavamo come Adelina e Guendalina blabla con il nostro smoky eyes fatto con i cotton fioc che la mia amichetta ha esclamato “Ci guardano proprio tutti…ecco l’effetto che fanno due belle ragazze in giro”.

Insomma, la conoscerai anche tu quella sensazione che si prova quando conosci qualcuno di nuovo, vuoi fare quello cool e ti dispiace deluderlo/a rivelandogli verità amare? Bene, quindi mi giustificherai se ti dico che alla sua esclamazione #bodyconfident ho sorriso e annuito nonostante fosse palese che nessuno ci stesse cacando di striscio, manco quelli che pure alla luce del giorno di solito ti si accostano per venderti la droga ma che proprio quella sera erano incredibilmente timidi.

Per farla breve alla fine della fiera siamo andate a ballare in un posto dove anche i tedeschi ancheggiano invece di fare da tappezzeria ed è stato molto carino. L’unico momento tedio della serata è probabilmente stato quello in cui un tizio a cui nessuno aveva chiesto niente si è accostato per farci discorsi illuminati circa la vita, la morte, l’apocalisse e tanti altri luoghi comuni al sapore di sbadiglio e la mia friend ha deciso di perderci pure del tempo mentre io con la mia solita proverbiale arroganza guardavo il nulla pur di ostentare il mio poco interesse.

Comunque c’è da dire che sono di una antipatia quasi commovente…ma ho una giustificazione a tutto questo ovvero che mentre il signorino dava lezioni inutili di vita alla mia bff asiatica, con la testa io pensavo già a il lavoro dell’indomani mattina, alle ore di dormita che si accorciavano irrimediabilmente e alla poca voglia che avevo di andarci.

Voglia che non è tornata neanche quando, una volta arrivata sul posto e conciata come una minchiona in gilet, ho scoperto di dover servire ad un matrimonio e già mi figuravo mentre smerdavo il vestito della sposa, accecavo un testimone, davo fuoco accidentalmente alla prozia e tante altre cose super divertenti da raccontare ad amici e parenti ma solo dopo aver scontato 13 anni di galera.

E tutto sommato non sono andata neanche così male se non mi fossi fatta ripetere 20 volte ogni cosa da fare e non avessi ammesso davanti ad un invitato di aver assaggiato la torta nuziale. Altra nota positiva (e tu qui ti chiederai ma perché altra se non hai ancora detto nulla di positivo? Amico l’ottimismo è il profumo della vita) è che partecipare a questo evento goliardico mi ha permesso di studiare un aspetto molto importante della cultura tedesca nonché affascinante perché tendente al paranormale. Sto parlando del dress code che qualche articolo fa mi aveva dato molto da riflettere ma che nuovamente ha sconvolto la mia psiche già molto provata dall’uso spropositato dei pinocchietti d’estate. Sto parlando della presenza costante di cafonate ovunque…righe, pois, zeppe in paglia, pizzi e merletti in posti invecchianti, calze color carne e sandali e molti altri accessori che mi hanno strappato un sorriso e la tenera voglia di andare a chiedere spiegazioni del perché di tanto cattivo gusto. (Parlo io che ho fatto del pigiama il mio look di tutti i giorni).

Per concludere vorrei spezzare una lancia non tanto a favore del mio collega quanto proprio sulle gengive dello stesso che per tutte le 8 ore di lavoro mi ha tediata con i suoi aneddoti culinari e le foto della sua dimora mal arredata e che, oltre il danno la beffa, dopo avergli comunicato che ho il fidanzatino ha avuto pure il coraggio di dirmi che lui trova tutte le donne stupide motivo per cui non trova the one. In quel momento se ho deciso di non infierire dimostrandogli in poche e semplici mosse che la sola ragione per cui nessuna gliela smolla è riconducibile solo ed esclusivamente alla sua persona, è solo perché mi sembrava già piuttosto problematico di suo e non avevo voglia di trovarmelo a piangere in un angolo.

Per non parlare di quando voleva convincermi di aver avuto un’infanzia difficile sulla quale però non poteva entrare nel dettaglio e io non sapevo bene come spiegargli che anche a me la mia mamma non mi permetteva di mangiarmi la terra ma non per questo vado miagolando in giro di essere stata maltrattata.

Dunque in tutto questo si è confermata nuovamente l’ipotesi che forse con questa mia attitudine insopportabile di approcciarmi al prossimo mi dovrei cercare un lavoro che non preveda contatti con gli umani …o magari umani sì, ma solo quelli che non si fanno 16 ore di autocomplimenti per aver cucinato una bistecca al sangue con i fagiolini e che non si danno le pacche sulle spalle per aver allineato alla perfezione i budini sul tavolo del buffet. Oppure umani che se il venerdì sera si ritrovano da soli in un locale non vengono a importunarti con quisquilie filosofiche da pochi centesimi e che non ti vengono a dire che l’etá e solo un numero perché evidente che la loro ha superato le tre cifre. E non voglio neanche umani che come me giudicano pure le mattonelle dei bagni e che di loro hanno invece la verve di un basset hound.

 

 

 

 

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3 risposte a "Insofferente ma spumeggiante"

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