Sex appeal e babbuccette pelose

Io ci provo ad andare in giro con il petto tronfio di orgoglio, carismatica come una Kardashian e ancheggiando quel tot che basta per essere additata come poco di buono… ma niente! La vita con i suoi schiaffi a due mani riesce sempre a ricordarmi chi è che comanda. E infatti, meschina, mi ha ragguagliata giusto due ore fa quando ha lasciato che il postino mi citofonasse senza preavviso alcuno per consegnarmi un pacco.

Quindi io scendo bardata di maglione slabbrato, pantalone con macchia che non se ne va neanche lavandola e la cui origine è ignota a tutti, pantofoline in finto pelo bianco in stile principessa prussiana, occhiale tartarugato con la sovraumana capacità di sfigurare qualsiasi viso ma ancor di più il mio e parrucchino che non vedeva una spazzola dal ‘90.

Già il postino vedendomi arrivare inizia a indietreggiare e a cercare con lo sguardo aiuto. Poi, ironia della sorte (o forse troppe poche bestemmie a colazione?), proprio in quel momento metà del palazzo decide di uscire di casa proprio mentre io sto placidamente scendendo tre rampe di scale per raggiungere l’indesiderato bottino.

E quindi nada…sotto lo sguardo agghiacciato dei presenti ho sfilato avanti e indietro fingendo pure scioltezza e una punta di fierezza, proprio come se in verità non avessi avuto il forte desiderio di fare due bracciate nell’acido e sparire per sempre dalla faccia della terra con le mie babbuccette ancora salde ai piedi.

Uno, peró, mi ha detto belle scarpe. Ghignando. A´ soreta

E allora tu che stai leggendo ti chiederai “ma tutta sta manfrina perché un postino ti ha suonato e tu eri indecente. Sai che novità”. Eh si, mio caro, eh si.

Infatti che i miei look sfiorino sempre il denunciabile l’abbiamo già appurato…ma spiegami un po´come mai ogni volta che mi consegnano la posta io debba sempre essere conciata come la nonna brutta di Dracula mentre quando indosso qualcosa che non siano le mie pantofoline pelose nessuno ha la faccia tosta di citofonarmi a casa. Coincidenze? Io credo di no

È dimmi quello che vuoi, amico mio dolcissimo, ma per me è solo un complotto studiato a puntino dai poteri forti.

Certo si potrebbe anche considerare l’ipotesi che io, soprattutto tra le mie mura domestiche, sia sempre agghindata tendente al mostruoso e che forse forse trovare un momento in cui sia, non dico affascinante, ma almeno presentabile sia piuttosto difficile. Oppure mi sovviene che probabilmente se non mi trascinassi da un metro quadro calpestabile all’altro avvolta in un tutone di 3 taglie più grande potrei addirittura non sbarrare gli occhi dall’ansia quando sento bussare alla porta di casa. Ci sarebbe anche la vaga possibilità che smettere di acconciare a mo´ di crocchia i miei preziosissimi capelli, già rafia di loro natura, potrebbe rendermi una persona quantomeno apprezzabile o almeno non dare pretesti leciti alla mia media naranja per chiudere la nostra appassionata storia d’amore.

Non lo so…però io rimango per il complotto.

Che poi io già me li immagino i postini che si organizzano i turni e si prendono a unghiate pur di non passare per il mio palazzo.

“Thomas pasta piancere, è tuo lavoro, ja, noi pachiamo te per questo”

“Non appastanza! Io non ci voglio antare, la c’é ragazza che si tralascia. ”

Comunque io scommetto quello che vuoi che anche se dovessi aggirarmi in baby doll per il resto della mia esistenza la solfa non cambierebbe di una virgola e troverebbero il modo di scovarmi in una mise da conato ancora e ancora.

Quindi rimango fedele ai miei outfit da baraccata perché le tradizioni sono sacre e, anzi, giá che ci sono vado giusto a scovare le mie squisite calzature prussiane in attesa del prossimo pacco. Non vorrei mai mi si trovasse impreparata.

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