“Ascella passami il sale”

In foto: una me accovacciata con capra per alzare l’hype

Lo sapevi che in tedesco il nome Axel si pronuncia come Achsel che significa “ascella” ragion per cui se ti chiami così è come se ti chiamassi ascella e con molta probabilità hai la mamma simpatica?

Bene, io si ma solo oggi ho avuto minuti e minuti di tempo per rimuginarci su mentre giacevo dimenticata da Dio sul tram nel viaggio da casa a lavoro invece di fare qualcosa di utile come, chessó, trovare una soluzione alla fame nel mondo o anche solo prepararmi psicologicamente a sostenere l’esame di ceco tra 15 giorni.

Che poi Ascella è un gran bel nome, niente da ridire…Ascella Meli suona pure bene.

Comunque si, sono tornata a lavorare e dopo due settimane di produzione di muschio per tutti i presepi del mondo, anche di quelli del Natale passato, non è stato facile accettarlo.

Che poi non posso affatto lamentarmi perché tranne ritirare piatti e tazzine per un paio d’ore, le restanti 6 le ho passate a guardare il vuoto e a leggere, il che per 9 euro all’ora mi sembra decisamente un affarone.

Diciamo che l’unico neo che ha turbato la mia equilibratissima psiche è stato il commento della mia collega 20enne che, non appena saputa la mia veneranda età di quasi 25 anni, ha esclamato “ma dai, non l’avrei mai detto!”. E seppur premettendo che lo so che il 95% delle cose che le persone si dicono sono solo per riempire vuoti spazio temporali che altrimenti finirebbero nel silenzio e nell’imbarazzo generale e che quindi non ho nulla contro la mia deliziosa compagna di lavoro che anzi voleva solo farmi un complimento sottolineando il mio incredibile mantenimento cutaneo, devo però ammettere che il suo forse recitato stupore ha scalfito un poco il mio delicato pericardio.

Infatti io non credo proprio di sentirmi pronta a compiere 25 anni così… in sordina, senza infamia e senza lode e soprattutto senza soldi. Io mica volevo celebrare un quarto di secolo senza aver fatto nulla di cui essere fieri, anche solo una sciocchezza: un romanzetto pubblicato, una linea di cosmesi, anche solo un annetto di galera.

Anche perché fino a qualche ora fa mi sentivo ancora una giovane piena di sogni e speranze pronta a scappare con il chitarrista di una band di punkkabestia anarchici e ora mi ritrovo a chiedermi quando comincerò a scendere la china e a chiamare il mio fidanzato “il mio compagno”.

E io che volevo fare qualcosa di grande nella vita e che non avevo mica capito che mi ci dovevo applicare. Vedi a leggerti tutti gli Harry Potter come finisci…aspetti di scoprirti figlio d’arte e di parlare con le bisce e ti ritrovi a guardare con occhi languidi le riviste corredate di sorpresa in edicola con il tuo boyfriend che cerca di dissuaderti dal comprarle perché insomma “hai 25 anni Morgana, suvvia”.

Comunque dopo la mia permanenza Torinese ho deciso di cambiare attitudine nei confronti della vita (anche se fino a qua non si direbbe) quindi basta crucci e paturnie e solo sorrisoni e curriculum spediti a destra e a manca nella speranza di diventare qualcuno di rispettabile.

Vegetare a casa è stata, infatti, una boccata d’aria e ora più che mai voglio solamente farmi buoni propositi e smetterla una volta per tutte di lagnarmi o almeno farlo ma giusto un paio di volte al giorno e non di più, ma solo per non perdere l’allenamento. E infatti sono ben due giorni che lavo i piatti subito dopo aver mangiato senza aspettare che vengano a bussarmi sulla spalla di notte e a fare altre cose degne di nota come mettermi le ciabatte a casa, stirare la camicia da lavoro con il ferro e non con l’asciugacapelli e scolare l’olio dalla scatoletta del tonno (ma non proprio tutto che senno è secco e mi si ferma nell’epiglottide).

Quindi per ora vado avanti così, a colpi di decisioni estreme, nella speranza di finire gli ultimi mesi di questo 24 esimo anno di vita in bellezza e con lo stesso spirito di un neonato che approccia alla vita per la prima volta.

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