Regali e guilty pleasure (e titoli alla carlona)

Ho sempre fatto regali di merda. Lo so, ne sono consapevole e chiedo umilmente scusa a chiunque abbia mai avuto il piacere di ricevere un presente dalla sottoscritta. E non lo dico tanto per dire o perché spero che qualcuno mi dica “ma no figurati tesoro! Una collana corredata di guarnizione per caffettiera come ciondolo è un regalo di tutto rispetto per un diciottesimo” oppure “cosa vai farneticando! Un contacalorie per San Valentino è l’idea perfetta per impressionare il partner” ma perché credo che ammetterlo sia il primo passo verso la redenzione.

Ed è proprio la redenzione che cerco in questo momento, a tre giorni dai festeggiamenti per la messa al mondo della metà mancante della mela, trottolino amoroso, affettuosissimo partner da compagnia. Ottimo perché io come al solito non sono preparata a questo lieto evento né psicologicamente tantomeno economicamente… non a caso nella disperazione generale ho deciso di impulso di invitare i suoi amichetti a casa per una mega festa a base di giochi da tavolo e pizzette discount (nel caso tutto questo possa sembrarti idilliaco ti consiglio di leggere qui) prendendomi anche l’onere di pulire la nostra batcaverna che in questo momento sono i 20 m² meno igienici di tutto il creato. Comunque questa del regalo è solo una parentesi amara perché il colpo di grazia sarà la torta, contando che ai fornelli sono talentuosa come un cinghiale che realizza make up per spose e non so bene come la faccenda andrà a finire (ma sospetto con l’intossicazione alimentare). E vabbuò

Per fortuna mi sono appena liberata di un esame che stava crucciando la mia anima da giorni (su cui non starò qui a disquisire perché in fondo si sa, l’importante è partecipare e io ho partecipato anche alla grande direi…su 10 domande 4 le conoscevo per sentito dire, 2 mi sono chiesta da che parte si leggessero e le restanti non sapevo nemmeno che riguardassero la materia) quindi come boss finale mi aspetta solo quel maledettissimo ceco che tanto darò a settembre con la, come sempre vana, speranza di arrivare preparata. Chissà come definirebbe Freud questa faccenda del prendersi in giro da soli…sospetto deficienza ma per non dire sciocchezze nel caso che proprio tu che stai leggendo dovessi saperne qualcosa di più, ti prego di farmi sapere. D’altronde è sempre bene dare un nome ai nostri nemici.

Per ora però mi sono presa un pomeriggio di pausa (uno ahahaha che tenera quando vaneggio) e tra la creazione di candeline augurali per il mio lui e una mangiata energizzante di croccantini aglio e olio mi sono guardata in gran segreto tutte le puntate di Temptation Island. Ammetto che l’idea che il mio provider dei servizi internet sappia con quanta partecipazione mi guardi anche a distanza di km i programmi di Maria mi fa leggermente arrossire, però insomma ad ognuno il proprio guilty pleasure e tutti felici. E poi a quasi 25 anni ho capito che tanto il treno per la scienza l’ho perso da tempo quindi vaffanmocca, eccomi su quello diretto verso i sentimenti.

A lavoro invece va alla grande. OK ho rotto un bicchiere letteralmente su una signora (non mi ha più sorriso per tutta la sera, sta permalosa) però per il resto sempre tutto a babordo.  Diciamo che il must di queste settimane sono stati i balli scolastici perché si, qui a fine liceo c’è una specie di ballo del ceppo che alla fine della fiera non è altro che uno showroom di giovani in età puberale corredati di cinesate pacchiane e la spocchia di chi non ha capito che la vita è come una madre che ti tira le ciabatte ma con il doppio della forza. Durante questi eventi goliardici il tuo compito in qualità di cameriere è quello di portare alcolici a questi adolescenti senza chiederti se sia moralmente giusto o punibile dalla legge e di inseguirli per farli pagare.

Comunque qualche giorno fa il cuoco del ristorante mi ha detto che sono molto carina, cosa che ho trovato particolarmente dolce contando che quel dì avevo un parrucchino più Luigi XIV del solito e il fatto che abbia finto di non notarlo l´ho trovata proprio una galanteria. Certo è che se non avesse interpretato il mio sorrisone e il mio grazie come un invito di sola andata per la stanza del piacere sarebbe stato meglio per tutti. Non che non mi faccia ringalluzzire sapere di conservare tutto il mio innato charme mentre mi aggiro con lo sguardo vacuo in mezzo ai tavoli sperando che nessuno mi rivolga la parola. Non fraintendermi, io adoro i complimenti come Tyra Banks ama il Booty Tooch (che se non sai cosa sia allora non sarai mai al Top) però non so bene come gestirli. Per fortuna non è roba che mi capita tutti i giorni quindi per ora posso rimandare il problema a tempo indeterminato. Però se penso che al mondo esistano persone bellissime e bravissime che ne ricevono a tonnellate tutti i giorni ammetto di dispiacermi per loro…penso che prima o poi ci scriverò un tutorial dedicato. Sti sfigati va

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