Sorridere e saltellare anche con le paturnie

Vivere con l’ansia è sempre stato un topos nella mia squisita esistenza. Che poi c’è da dire che tutte queste ragioni per farmi venire tic nervosi non le ho neppure, però che ci vuoi fare sono pur sempre cittadina del primo mondo quindi amico, si proprio tu che in questo momento stai scuotendo il capo con dissenso, non giudicarmi.

Ma ti spiego in breve la faccenda di turno che agita il mio animo da circa sabato pomeriggio.

Domani lavorerò come cameriera in un evento un po’ over the top, un po’ bon ton, un po’ che ogni piatto che porterò avrà il mio stesso valore in contanti. La cosa mi mette una discreta ansia, non solo perché un numero cospicuo di incidenti domestici mi ha chiaramente dimostrato di avere il cervello dirottato nell’apparato sfinterico, ma anche perché proprio sabato mattina ho potuto rispolverare le assopite qualità da cameriera che di fatto non ho mai avuto, ragion per cui domani ho già il sentore di fare dei danni irreparabili.

Sarà che ho appena terminato di stirarmi la camicia da lavoro con il fon perché l’ultima volta che ho usato il ferro da stiro metà della mia divisa da lavoro è rimasta attaccata al suddetto, sarà che ho appena letto il nome della settima portata della cena di domani ( che per la cronaca è Indisches „Butter Hähnchen“ – Hähnchenwürfel in Garam Masala mit Limone, dazu Indisches Naan Brot, Tomaten-Gurken Rajita und indische Pickles zum selbst vollenden ) ma qua i miei livelli di “potrei vivere scippando borsette non sarebbe poi così male” stanno salendo alle stelle.

Che poi se fossi stata più piccola a quest’ora avrei già sperato che mi succeda qualcosa per poter saltare questa entusiasmante kermesse targata disagio. Però oggi, con la veneranda età di 24 anni, certi pensieri non li faccio più perché ho scoperto di adorare la vita e non vorrei mai che il Sommo prendesse per una volta a cuore le mie parole. E comunque mi avvicino anche all’età del Club 27 quindi devo assolutamente prendere provvedimenti circa questo approccio pro ulcera alle vicissitudini dell’esistenza ancora poi ci rimango secca e non porto a compimento quel magnifico piano astrale che il fedelissimo Paolo ha predetto in modo vago ma convincente per me e tutta la mia dinastia.

Quindi come buon proposito da ora in avanti mi pongo quello di smetterla di vivere in anticipo i momenti più imbarazzanti che mi aspettano e di rimandare il tutto al misfatto in carne ed ossa per gustarmi la sorpresa ancora più intensamente.

Comunque sono fiduciosa che prima o poi troverò un lavoro in cui mi sentirò all’altezza. E se anche tu che stai leggendo hai il mio stesso cruccio, ti sarei veramente grata se potessi mandarmi un messaggio di speranza o chessó un sussidio mensile giusto per l’affitto (sono una persona senza pretese). In ogni caso troveresti un’amica, una consigliera e all’occorrenza quella persona con cui ti puoi paragonare per dire “in fondo non sono così orribile, c’è di peggio” e fare una bella figura davanti a parenti e amici.

Per concludere ci tengo a dire che in questo pot-pourri di disagio mi è stata pure mandata la foto di gruppo della maratona di beneficenza… e niente sto valutando se non sia il caso di fare una denuncia a chi ha scattato.

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