5 scuse non plausibili ma non per questo da meno per giustificare la propria sedentarietà a sé stessi e agli altri

Se alla nascita mi avessero detto che a 24 anni mi sarei sentita spossata dopo solo una rampa di scale non ci avrei mai creduto. Eppure eccoci qui, mio caro amico dalle membra stanche, io accasciata sulla sedia dopo una mattinata a scrivere sciocchezze e tu accasciato sulla sedia a leggerle con una cosa che ci accomuna ancora più del fatto di appartenere entrambi alla razza umana: l’estrema e, a tratti nauseabonda, pigrizia.

Il fatto che le nostre vite si svolgano per lo più in orizzontale su superfici quali letti, divani e occasionalmente pavimenti ci rende sicuramente speciali anche se gli invidiosi potrebbero definirci amebe, chiaviche e altre cose poco carine. (no al cyberbullismo comunque)

Ma oggi non sono qui per dire a te, amico rammollito, di metterti un paio di sneakers, andare a fare jogging e dimostrare a te stesso e al mondo quanto sia bello condurre una vita sana e attiva. Al contrario! Ho, infatti, tralasciato la mia sessione giornaliera di lamento agonistico solo per rivelare a te e solo a te le 5 scuse perfette per giustificare la tua vita letteralmente a km 0 fatta di “aspé fammi sedere 5 minuti”, “giaccio sulle panche del museo solo per vedere meglio i quadri” e “un pisolino al giorno aiuta a rinvigorire lo spirito”.

Ma prima di procedere lascia che faccia lo sforzo di presentarmi, prima che mi stufi e che mi vada ad appallottolare sotto le lenzuola (di nuovo).

Nice to meet you. Mi chiamo Morgana Meli, ho 24 anni e sono una giovane dall’aspetto mediamente avvenente, di quelle che dici vabbé non ha la gobba ma non è neanche Diletta Leotta. Da più o meno il giorno della mia nascita conduco una vita a rallenty, caratteristica che non mi impedisce di assumere più di 2000 ingiustificate calorie giornaliere. Nell’arco del mio quarto di secolo mi sono potuta rendere conto di due cose che fanno della mia esistenza un modello sicuramente da imitare e all’occorrenza ammirare. Sul podio la mia incredibile necessità di fare di tutto un problema insormontabile e lo spirito di farlo pesare ad amici e parenti sia virtualmente che nel mondo materiale. Mentre al secondo posto la mia voglia di muovere le membra pari a quella dei tedeschi di farti un sorriso di cortesia in qualsiasi esercizio commerciale. A questa mia particolarità devo sicuramente un culo a 50 pollici, un interno coscia convinto di essere un drappeggio e la magnifica sensazione di invecchiamento precoce. Tra le altre qualità che fanno di me la persona più adatta a dispensare consigli di lifestyle annovero il mio profondo credo e sostegno dell’uso del montascale tra i giovani, la capacità di prendere sonno anche in luoghi pubblici e la perenne sensazione che alle h 19 sia già notte fonda.

Quindi senza stare a menar il can per l’aia: 5 scuse non plausibili, ma non per questo da meno, per giustificare la propria sedentarietà a sé stessi e agli altri

  • Tanto ho le ossa grosse

La prima scusa si basa sulla per ora comprovata impossibilità degli umani di vedere oltre pelle ad occhio nudo. Durante disquisizione sull’importanza del movimento con amica/parente/persona che non te l´ha chiesto autodiagnosticarsi la certezza di possedere una conformazione ossea abbondante ed esclamare a gran voce “Tanto ho le ossa grosse” . Aggiungere mestamente “Non ne vale la pena”. Se si è sui social accompagnare il tutto da hastag family friendly #loveyourbody

  • Non vorrei facesse male alle ginocchia

Planiamo nell’area 51 dell’ipocondria con la seconda scusa più gettonata nel mondo dei culi pesanti.

All’ennesima richiesta dell’amico sportivo (quello che ha rotto il cazzo a tutti ma nessuno ha il coraggio di insultare apertamente) gemere sommessamente “Non posso venire a correre con te, si dice faccia male alle ginocchia”. Cominciare a sproloquiare sulle vibrazioni del terreno, le scarpe sbagliate e i movimenti dell’anca fino allo sfinimento del suddetto e proseguire con “ma ti va un gelato?”

  • È caro

E arriviamo a capofitto alla scusa più becera che non convince nessuno ma che fa sempre comodo quando ci prendono alla sprovvista. Alla domanda “ma perché non fai sport” urlare “perché costa troppo!” fingendo di non sapere che per fare due squats all’aria aperta non si debba pagare un pedaggio. Prima che l’interlocutore possa rispondere cominciare a gesticolare istericamente e allontanarsi a passo svelto (per quanto possibile).

  • Meglio curvy/uomo di panza uomo di sostanza

Ed eccoci alla scusa eticamente più deplorevole dell’intero universo ma ottima per stracciare a morsi l’abbonamento della palestra. Anche in questo caso procedimento facile e veloce alla portata anche di animali domestici. Posizionare la propria figura davanti allo specchio e dopo aver constatato di aver esagerato come al solito con i grassi saturi annuire soddisfatto “Mi piaccio curvy” (se si è donna) “uomo di panza uomo di sostanza (“se si appartiene al genere maschile). Schiaffeggiarsi la parte interessata e cercare un angolo dove riposare.

  • Lo sport più bello e fare all’amore

Al quinto posto, ma solo per tenere alta l’attenzione, troviamo la scusa che gioca simpaticamente sulla sbruffoneria del soggetto parlante. Alla domanda che sport pratichi fare espressione sorniona di chi “ha visto cose che voi umani” e rispondere sogghignando “l’amore”. Aggiungere nel caso non si fosse capito “Lo sport più bello è fare all’amore”.

Omettere di non vedere un apparato riproduttivo dalla caduta del Sacro Romano Impero

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