Sono stata ad un party fichissimo e…

…poi mi sono svegliata tutta sudata urlando “Shakira alla consolle!!”.

Ebbene sì, ieri ho tentato di approfittare dei miei 24 anni per vivere la notte ma la cosa è andata un po´diversamente dai miei sogni di gloria. Tutto è cominciato mercoledì pomeriggio quando per caso, proprio come Andrea e Giuliano con Licia, ho incontrato una mia amica per strada, la quale mi ha invitata ad una festa casalinga a tema anni ´70. Essendo lei una persona squisita ed essendo io falsa come Giuda, invece di ammettere candidamente di odiare con tutte le mie forze i party home made e la musica anni ´70 e di conseguenza considerando un party home made con musica anni ´70 non altro che un incubo ad occhi aperti, ho subito giubilato “Yeeah super cool, nice, amazing, awesome!”. Dopo questa reazione di spropositato entusiasmo ho dovuto quindi accettare e maledire il mio nome e i santi protettori della mia casata da quel secondo fino al minuto che ha preceduto la mia uscita di casa.

Comunque arriva il fatidico giorno e vado alla festa, ovviamente vestita in stile fenomeno da baraccone sgualdrinella che non aveva niente a che fare con la suddetta epoca e mi reco verso la meta con il mio boyfriend. Il mio intento era quello di trascinarlo nel baratro con me invece nel corso della serata scopro che non solo lui è un fan dei party in casa ma è anche l’anima della festa (sto ancora cercando di superare la faccenda, ho chiesto di prenderci una pausa di riflessione). Dopo una manciata di ore passate a guardarci timidi nella palle degli occhi, si decide di giocare al Karaoke sulle magiche note degli ABBA e, mentre facevo sorrisoni a destra e a manca per cercare di celare la mia incredibile voglia di appendermi al lampadario, con la testa fantasticavo su tutte le puntate di game of thrones che quella sera stessa avrei potuto guardare se solo quelle 5 ore le avessi spese accovacciata sul divano (e se la matematica non è un’opinione avrei addirittura finito la prima stagione. Si sono un fiore tardivo).

Morale della favola: sono una noia di donna. Seconda morale della favola: mai più feste in casa. Appendice alla seconda morale della favola: quando incontri qualcuno per strada gestisci le tue reazioni.

Anche un altro episodio sempre di questa settimana ha scalfito per sempre la mia dignità già alla frutta dai tempi del girello.

Stavo scrivendo sciocchezze al computer quando sento suonare alla porta. Guardo l’ora e sono certa che si tratti della mia anima gemella tedesca e, come giustamente tutte le persone in età maritabile farebbero, urlo sguaiatamente “Parola d´ordineeeeee” (per la cronaca non esiste). Non ricevo risposta, allora vado alla porta e guardo allo spioncino. Non c’è nessuno ma siccome io e il mio ragazzo insieme non facciamo un cervello immagino che come al solito si sia nascosto dietro allo stipite. Allora gli grido “Ti ho vistoooooo” e comincio a bussare (ripercorrendo la storia mi rendo conto che c´è da rimanere veramente basiti dal mio Q.I. quindi sappi che non c´è alcuna fierezza nel narrare fedelmente i fatti accaduti) Comunque aspetto qualcosa come un minuto e decido di aprire, il tutto con la bottega aperta dei pantaloni perché, secondo Audrey Hepburn, l’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai. E nulla, era il mio vicino di casa visibilmente attonito, negli suoi occhi l´incertezza di chi non sa se semplicemente allontanarsi piano annuendo e sorridendo o chiamare i carabinieri in lacrime.

Morale della favola: mai avere reazioni isteriche quando suonano al campanello. Seconda morale della favola: se ricapita considerare la lobotomia per resettare il sistema.

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