Ricetta tiramisù per incapaci

Tempo: 30 minuti di preparazione + 15 ore di lavaggio scodelle

Ingredienti per numero di porzioni imprevedibile

  • 4 uova medie (che in corso d’opera la forza di gravità e l’incapacità di coordinare mani e cervello porteranno a 6 se non a 7)
  • 500 g di mascarpone rigorosamente di sottomarca
  • un tot casuale di Savoiardi (tieni in conto già da adesso che più della metà potrai tranquillamente lanciarla alle anatre, tanto ne avanzerá inspiegabilmente una tonnellata qualunque sia la quantità acquistata)
  • Caffè (per ora niente da recriminare)
  • Cacao amaro (da non mangiare a cucchiaiate scambiandolo per il cugino Nesquik, tanto sa di veleno. Fidati di me, te ne penti)
  • Zucchero a occhio e croce

Procedimento

  1. Preparare litri e litri di caffe con la consapevolezza che sarà a malapena sufficiente per i primi tre savoiardi. Alla settima caffettiera mettersi il cuore in pace. Passare istanti di angoscia appesi alla domanda “ma dovrò zuccherarlo?”. Non darsi nessuna risposta e rimandare.
  2. Prendersi un minuto di riflessione prima di procedere con le uova. Separare il tuorlo dall’albume. Alla domanda “ma aspè il tuorlo è quello arancione?” rispondersi di si, dipanando eventuali dubbi. Far cadere il primo uovo facendo un macello e cominciando a maledire il giorno della propria nascita. Recuperare le forze e riprovare. Fare un ottimo lavoro fino al terzo, rovinare tutto con l’ultimo e passare manciate di minuti a recuperare pezzi di guscio galleggianti. Prendersela con i giovani d’oggi.
  3. Cominciare a montare gli albumi. Ridere brevemente tra sé e sé per il doppio senso ricordandosi solo successivamente di avere quasi un quarto di secolo e vergognandosene. Consapevole di aver compromesso il tutto nella fase due e non nutrendo alcuna speranza di riuscire realmente a montare il maledetto, procedere mestamente. A metà dell’operazione arrendersi, lasciare il tutto in forma liquida.
  4. Montare tuorli e mascarpone in un recipiente fisicamente troppo piccolo per il contenuto. Al termine dell’operazione pulire gli ettolitri di crema sparsi tra tavolo e pavimento.
  5. Unire la zuppa di albumi al resto della faccenda. A fine operazione rimanere delusi ma avvalersi del detto “è il pensiero che conta” per non scaraventare il tutto dal balcone in preda ad un raptus di follia.
  6. Cercare una teglia non troppo piccola, non troppo grande, non troppo bassa, non troppo alta. Non trovarla. Accontentarsi della prima cosa che passa il convento ( che racchiude misteriosamente tutte le caratteristiche di cui sopra)
  7. Cominciare a comporre il tutto.
  8. Immergere il primo savoiardo nel caffe. Lasciarlo un secondo di troppo e ritrovarlo in poltiglia. Ritentare immergendo un secondo biscotto, questa volta senza distrazioni e recuperarlo ancora marmoreo. Cercare di darsi una spiegazione circa il comportamento di questo genere alimentare.
  9. Usare ¾ di crema per il primo strato. Per il secondo servirsi della rimanente grattando le pareti del recipiente. Coprire il misfatto con il cacao amaro
  10. Ammirare il dolce finito e scattare foto ricordo per i posteri.
  11. Accorgersi di aver dimenticato lo zucchero. Ridere istericamente fino al trasporto in una clinica apposita
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