50 sfumature di sport

Dopo una settimana passata a scartavetrarmi le ginocchia sul ghiaccio sento che è arrivato il momento di mettere in chiaro i miei sentimenti per lo sport, giusto nel caso in futuro qualcuno me li chiedesse e io, dimentica di questa esperienza, rispondessi “lo adoro!”

In generale odio qualsiasi forma di sport, dal pattinaggio al basket al pisciare il cane nel primo pomeriggio.  Lo odio perché ci sono negata da tempi immemori e la visione dei glutei sodi delle mie amiche pallavoliste mi ha sempre ferita nel profondo. Lo detesto perché pagherei in rupie per riuscire a correre ininterrottamente per 5 minuti senza allertare il 118 e le forze dell`ordine. Lo aborro perché sarebbe un`ottima scusante per i numerosi pasti extra che sono solita consumare durante la giornata.

E invece eccomi qua ad esclamare opplà ad ogni seduta sul divano.

Tanto sentivo già che sarebbe andata così quanto alle elementari sono stata inserita in una squadra di pallavolo dove il mio ruolo consisteva nel trascinarmi da una parte all`altra del campo interrogandomi sull`universo e scansando con l`agilità di una carcassa qualsiasi contatto con la palla.

Con lo stesso aplomb e inevitabilmente con lo stesso successo, mi sono poi data al mondo della danza. Non so se sia stata colpa del mancato senso del ritmo, l` impossibilità nella gestione di più arti in contemporanea, la poca propensione a memorizzare due passi di fila o la rottura del dito medio a farmi desistere dall`impresa dopo circa 3 lezioni.

Il meglio di me credo, però, di averlo dato con il nuoto sincronizzato. Che poi ancora oggi mi chiedo come ci sia arrivata ad uno sport del genere contando che continuo, alla veneranda età di 24 anni, a tapparmi il naso anche sotto la doccia. E dopo due mesi di spaccate andate in mona e trincate a pieni polmoni di cloro e pipì di bambino sotto lo sguardo accigliato dei miei compagni di corso, mi sento di dire che il nuoto rientra ufficialmente nella categoria “mai più manco per scherzo”.  Comunque a prescindere dalle mie velleità di galleggiamento, in cuffietta non sarei andata da nessuna parte.

C`è anche stato un tentativo da parte dei miei amorevoli genitori di avvicinarmi all`equitazione forse fiduciosi dei benefici delle pet therapy. Grandiosa come una canzone della Tatangelo, dopo neanche una lezione sono riuscita a farmi mancare di rispetto persino da un quadrupede che, risentito della mia presenza, ha tentato più volte di sabotarmi. Un`esperienza segnante se non fisicamente almeno per quanto riguardo il mio orgoglio, preso a sciabolate dell`arroganza di un cavallo.

E queste esperienze, più occasionali sessioni di jogging e un paio di squat random, sono il motivo per cui ho fatto dal 2013 ciao ciao con la manina allo sport e tutte le sue declinazioni.

Per ora attendo a braccia aperte il mio prematuro e disastroso cedimento cutaneo con almeno la consapevolezza che , nella titanica lotta tra me e il movimento ne uscirò in sovrappeso ma sempre a testa alta.

 

 

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