5 modi per giustificare e accettare i propri fallimenti senza andare in terapia

Benvenuto e bentornato nella rubrica più amata dalla mia famiglia e dagli amici stretti. Come avrai capito dal titolo, il tutorial di oggi è dedicato a te, amico abbonato all`insuccesso in tutte le sue forme e colori. A te che qualsiasi cosa tu faccia la fai male, a te che sei riuscito a fallire persino all’esame delle urine, a te che ogni giorno fai il pieno di sconfitte e, infine, a te che, proprio come me, continui a chiederti cosa ci sia di sbagliato nella tua persona.

Tua mamma probabilmente ti direbbe “ma niente amore”, tua nonna ti porgerebbe le 10 euro e ti direbbe “vai a comprarti il gelato”, il tuo kebabbaro di fiducia ti chiederebbe “con scipola? Sansa picante?”. Ma io, purtroppo, non sono nessuna di queste meravigliose figure e quindi mi tocca darti la spiacevole notizia che se esistono persone come Bill Gates probabilmente qualcosa che non va dovrai pur averla. Però ho due buone notizie per te: la prima è che non sei solo e la seconda è che da oggi avrai una scusa (anzi 5) per smetterla ti farti venire i complessi di inferiorità e cominciare a vivere i tuoi insuccessi in santa pace.

Ma chi è questa leggenda che invece di sorseggiare cocktails sulle spiagge di malibù dispensa consigli, che nessuno le ha chiesto dietro a questo videoterminale?

Obrigada…mi presento. Se fallimento non è l’anagramma del mio nome è solo perché Tillenamof non si addiceva a una bambina. Mi chiamo Morgana Meli, ho 24 anni e sono operativa nel settore fallimenti da quando ne ho coscienza. Nonostante collezioni gelosamente compilation di fiaschi e di sorrisi amari sulla faccia di chi mi vuole bene, vivo nell`illusione che questo sia solo un periodo di passaggio prima della ribalta e di una pioggia di vile danaro. Tra i grandi insuccessi della mia piatta esistenza annovero 5 anni di liceo, alcune vicende lavorative dove sono stata etichettata come “mentalmente instabile”, l`acquisto in un raptus di autostima di capi di abbigliamento taglia S e il principio di quello che doveva essere un romanzo di successo ancora a pagina 1 (quella con la dedica, tanto per intenderci).

E quindi: 5 modi per giustificare e accettare i propri fallimenti senza andare in terapia (leggere credendoci)

  1. Prendi Einstein

Il primo metodo, nonché mio cavallo di battaglia, è “prendi Einstein”. Questa formula, comodamente sostituibile con altro genio incompreso/VIP/concorrente di amici è il lasciapassare tra un semplice e vergognoso fallimento e il presagio del successo. Dopo una sconfitta carpiata esclamare con ingiustificata convinzione “ma tanto si sa, Einstein andava male in matematica!”. Aspettarsi di scoprire di essere uno che conta

  1. Fac de sistem

Spesso un motivo di depressione post insuccesso è proprio il timore del giudizio della società. Il secondo metodo, comprovato da un gruppo di outsider senza un profilo sui social, consiste nel giustificare il proprio fallimento in quanto tentativo di sabotaggio del sistema corrotto. All`ennesimo esame universitario fatto con l`ano urlare “No alle casteeee” oppure “No ai crocifissi nelle scuoleeeee”. Cambiare tematica di protesta a proprio piacimento.

  1. Scarica barile

Perché ammettere il proprio fallimento e mettere in gioco la faccia quando si può semplicemente puntare il dito verso qualcuno o qualcosa? Il terzo approccio, il più amato dai metereopatici e appartenente alla famiglia del “il cane mi ha mangiato i compiti”, consiste nel proferire singhiozzando il motivo sempre riconducibile a terzi del fallimento. Esempio: “Se non avesse piovuto per tutto il tempo forse a quest`ora avrei ottenuto il posto di lavoro nella NASA”. Anche per questo metodo sono previste delle varianti. Tra le più gettonate troviamo “i vicini che non hanno smesso un attimo di fare casino”, “mia mamma mette ansia”, “il freddo”.

  1. E che non mi sono impegnato

“E che non mi sono impegnato” è la perifrasi perfetta per stimolare nell`ascoltatore la credenza che se non si è riusciti a superare il test di inglese non è perché si faccia effettivamente schifo al cazzo in inglese ma per il semplice motivo che non ci si stava impegnando. Emettere la frase e cambiare argomento repentinamente creerà l`illusione della presenza di potenziale inespresso.

  1. Mica ci tenevo

Che tu abbia fallito nella tesi di dottorato, chiuso la tua multinazionale o dilapidato l`eredità di famiglia in gratta e vinci, non ti basta che fare spallucce e bofonchiare “mica ci tenevo” oppure, variante un po`più sbarazzina, “cazzo mene”. La suddetta formula trasformerà automaticamente un fallimento di livello medio-alto-irreparabile in una cosuccia da due denari. Per massimo effetto terminare voltando con nonchalance le spalle al pubblico e incamminarsi senza una meta.

Cercare di nascondere gli occhi lucidi.

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2 risposte a "5 modi per giustificare e accettare i propri fallimenti senza andare in terapia"

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