5 modi per non far capire di non aver capito rimanendo cool

Bentornato a chi già conosce il blog e che probabilmente fa il mio stesso cognome e benvenuto, invece, a chi sta navigando sul web alla ricerca di qualcosa di utile ed è finito inspiegabilmente qui. (in questo caso ti prego resta)

Anche oggi nella mia intramontabile mise da sabato, composta da pigiama e copertina, e accasciata come al solito sul mio divano di fiducia (mio si fa per dire non avendoci messo nemmeno un penny nell`acquisto) rieccomi per la rubrica “consigli per il sociale”, un format che esiste dall`alba dei tempi e che in mancanza di idee migliori ho giustamente adottato.

Questa volta mi dedico a te, amico mio duro di comprendonio. A te vittima fin da piccolissimo degli scherni della maestra che ti accusava di avere i prosciutti nelle orecchie, a te che “eeeh?” “sto cazzo!”, a te che dopo qualsiasi chiamata telefonica ti viene il dubbio di non aver capito nulla e infine a te che vivi in una bolla fatta di unicorni, zebre e altre belve che ballano no stop il merengue.

Non importa che la società, i tuoi amici e persino la tua mamma sostengano che il segreto per il successo stia nel capire cosa ti succede intorno. Da oggi, infatti, grazie a 5 piccoli accorgimenti selezionati apposta per te da un team di esperti (io, me, me stessa e i miei sentimenti) potrai finalmente continuare a non capire un bel niente mantenendo però quel cipiglio affascinante di chi invece ha le sinapsi belle in forma.

Se prima di procedere vuoi sapere quale mente genianale si celi dietro a questo schermo, beh, amico dolce, eccoti accontentato. Il mio nome è Meli, Morgana Meli. Nata fisicamente a Torino ma intellettualmente residente in un paese non rintracciabile da gps, ho vissuto e tuttora vivo la mia esistenza con la stessa consapevolezza di un bambino dato alla luce da pochi secondi. Il trasferimento in terra straniera e la conseguente necessità di comunicare in un`idioma con troppe consonanti ha definitivamente azzerato quella poca dose di perspicacia che mi era stata assegnata alla mia nascita  da chi di dovere. Questo più un piccolo problema di udito dovuto all`ascolto delle mie hit musicali preferite a volume rave party (despacito e le sue sorelle latinoamericane comprese) rendono la mia vita un enorme punto interrogativo. Nonostante su 10 parole me ne arrivino 3 conduco la mia vita a testa alta senza pentimenti ma soprattutto senza certezze.

Quindi battiamo le mani, schiocchiamo le dita: 5 modi per non far capire di non aver capito rimanendo cool

  • Silenzio

Il silenzio oltre ad essere una virtù è anche la tecnica perfetta per fuggire dalle proprie responsabilità in un momento di incomprensione. Applicazione facile e veloce: all`atto di non comprensione di quanto è stato detto negli ultimi dieci minuti disegnare sul proprio viso un sorriso mesto. Non emettere alcun suono per q.b. di secondi fino al completo imbarazzo dell`interlocutore che si ritroverà a ripetere il concetto pur di porre fine al minuto più lungo della sua vita. Particolarmente indicato anche per le conversazioni telefoniche e telematiche (vedi skype, videochiamata su whatsapp e simili). Per quanto riguarda le comunicazioni in via scritta generalmente non performante.

  • Il più e il meno

“Il più e il meno” è una tecnica che richiede un`infarinatura di small talk (Lo small talk è un linguaggio specifico che va acquisito con la pratica e, non te lo nascondo, con un po`di studio. Nel caso avessi bisogno di un tutorial fammi sapere) e quindi mi sento, si , di consigliarlo ma con le dovute precauzioni. Dopo aver passato gli ultimi cinque minuti di conversazione soffermandoti sui pori dell` interlocutore, esordire con frase del più e del meno su un qualsiasi argomento di natura non intima. Ammirare lo sguardo accigliato dell`individuo che ci sta di fronte ed eventualmente chiedere con aria stupita “che c`è ?”

  • Sorry not capisco

Il 3° atteggiamento da adottare in caso di momentanea imbecillità risponde alle esigenze di chi per lavoro, vita e/o motivi familiari è costretto a comunicare in una lingua che non sia la propria. All`emissione di suoni esotici pronunciare con lo stesso carisma di Rihanna “What?” “Sorry” “Not compriendo”. Sorridere e prenotare un volo di ritorno.

  • Ripetizione casuale

Questa è forse la tecnica che adotto più spesso (ma non fatevi intimorire dal fatto che io sia un`emarginata sociale) e che mi porta grandi soddisfazioni. Dopo i soliti minuti di monologo da parte del collocutore cominciare partendo dall`ultima sillaba casualmente udita a ricostruire il discorso. La ricostruzione fallace e infedele porterà l`interlocutore a domandarsi se forse il vero problema non sia stata la sua spiegazione e di conseguenza comincerà a mettere in dubbio le proprie capacità oratorie. Il dolore della presa di coscienza e il tentativo di riscatto dello stesso automaticamente ti solleveranno dal compito ingrato di chiedere di ripetere.

  • Chiamata (di lavoro)

Uguale in quale parte del globo ci si trovi, se a Riccione, in Cina, a donne o dall`amante, in un momento di non comprensione non c`è niente di meglio che ricevere una telefonata improvvisa che, questa volta giustificatamente, permetta l`estraniazione dal mondo per il lasso di tempo desiderato. Inoltre la possibilità di definire la chiamata di “lavoro” o meglio ancora “d`affari” donerà charme, carisma e per un attimo sicurezza economica. Nel caso si sia già al telefono esclamare in falsetto “Aspetta in linea che ho una chiamata di lavoro”. Nel caso non si possedesse un lavoro sacrificare il fascino ed esclamare con gravità “Mia madre”.

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