Come dare la parvenza di essere un viaggiatore rimanendo fisicamente immobile e suscitando q.b. di ammirazione tra amici e parenti. (I 5 metodi)

Si sa che le cose più belle sono quelle che durano poco. Ed è proprio grazie a questa sacra verità più la noia che mi prende la sera a partire dalle ore 20.00 che ricomincia la rubrica “consigli per il sociale” edizione 2019 con la solita arroganza di chi la sa lunga.

Questa volta mi dedico a te, caro amico casa e chiesa. A te che vivi in un`area protetta di 7 km all`infuori della quale non ricordi neanche il tuo nome. A te che, proprio come me, stai seguendo una dieta di pizza a domicilio pur di non avere contatti con l`esterno. E ancora a te che non puoi permetterti un biglietto urbano più suburbano figuriamoci un treno.

Sogni di poter dire di aver girato il mondo attraverso pics invidiabili e hashtag da urlo? Vorresti anche tu poter intrattenere la tua combriccola con gli entusiasmanti racconti dei tuoi viaggi? Ma soprattutto speri di ottenere rispetto e ammirazione dalla comunità proprio grazie alla nomea di viaggiatore e, perché no, un tatuaggio che lo attesti?

Da oggi, amabile animale territoriale, non avrai più crucci grazie ai 5 metodi raffazzonati solo per farti apparire un cittadino del mondo in piena regola senza però né spendere un quattrino né spostarti fisicamente nello spazio-tempo.

Chi sono io per arrogarmi il diritto di migliorare la tua vita comodamente accasciata sul divano della mia dimora? Grazie per averlo chiesto!

Piacere, mi chiamo Morgana Meli. Nata sotto il segno del sagittario fin da neonata mi avvalgo di questa incredibile coincidenza per dichiararmi una viaggiatrice. Dopo aver passato i primi 20 anni della mia permanenza terrestre ignara dell`esistenza di altre regioni al di fuori del Piemonte ho deciso di dare una svolta alla mia vita trasferendomi in Germania spinta dalla mia innata passione per i biondi. All`infuori della città in cui ubico, conosco il parcheggio dell`aereoporto di Berlino da dove prendo il flixbus per tornare a casa e un posto sperduto della Francia dove ho trascorso le due settimane più dubbie della mia intera esistenza. Tra le mie più grandi qualità da viaggiatrice temo ogni mezzo che non siano i piedi, parlo ben quattro idiomi, tre a gesti e uno come mangio, e mi adatto facilmente a qualsiasi tipo di cultura semplicemente socializzando solo con la mia immagine riflessa. Oltre a tutto questo sono anche orgogliosa proprietaria di una laurea triennale in turismo che, ironia della sorte, non è mai uscita dal suolo italico.

Quindi diamo fiato alle trombe: come dare la parvenza di essere un viaggiatore rimanendo fisicamente immobile e suscitando q.b. di ammirazione tra amici e parenti. (I 5 metodi)

  • Il paragone

Un cult per chi si sta facendo staccare sia acqua che corrente a casa, la tecnica “il paragone” consiste nel trovarsi a 100 metri dalla propria magione e in presenza di luci, quadri con cascate luminose e kebbabbari esclamare “Sembra di stare a New York!/Mi sento a Pechino! Ma dove sono, nell`Arabia Saudita?!”. In virtù di questo paragone scattare foto davanti all`elemento esotico e postare il tutto con dicitura appropriata sul paese scelto. Se in presenza di terzi ricordare “In fondo tutto il mondo è paese”. Per darsi un timbro più autoritario annunciare” Ma si sa, la globalizzazione ci rende tutti uguali!”.

  • Il Molise

Seconda nell`ordine ma non per efficacia, la tecnica “Molise” è sicuramente la più in voga tra i simpatici. Attuarla è semplice e gratuito. Durante ritrovo con umani appartenenti alla sfera affettiva esternare “E io sono stato in Molise”. Andarci dentro con i dettagli certi che nessuno ci abbia mai messo piede. Se dalla parte dell`ascoltatore, sghignazzare “Ma il Molise non esiste!”, aspettare le fragorose risate dei conviviali e ripetere a piacimento. Nel caso si ubicasse in Molise confermare ad un amico terrapiattista di essere stato in Australia. Nel caso si fosse Molisani e terrapiattisti cambiare strategia.

  • Citare a bomba

Questo terzo punto come requisito richiede l`aver effettuato uno spostamento anche di pochi chilometri dalla madrepatria in passato, meglio ancora se nei primi anni di vita in modo da poter modellare i ricordi come si farebbe con della plastilina. Durante evento goliardico e/o piacevole incontro con la gang introdurre l`argomento esclamando “Ti consiglio di visitare Parigi! “ procedere con la descrizione della meta scelta omettendo particolari quali pause pisolini, perdita di denti da latte, momento pappa, foto sulle ginocchia di papà.

  • Gita fuori porta

Il quarto approccio è l`unico che purtroppo comprende uno spostamento fisico ma che, giuro, ne vale 100 (Lo so che avevo promesso nessuna fatica fisica ed economica ma le promesse sul web sono vane). La tecnica “gita fuori porta” consiste nel ritagliarsi una giornata libera e nella stessa viaggiare tutte le province limitrofi al proprio comune di residenza senza dimenticarsi di rimpinzarsi di materiale fotografico come controprova delle proprie avventure. Se appartenenti alla vecchia scuola far stampare le foto e metterle in album ben separati. Durante caffè con amici bofonchiare “Come quella volta in cui sono stato a Rosolina Mare! Che non ve l`ho detto?! Aspettate qua” Se rientranti nella cosiddetta generazione Z, postare su social preferito poco alla volta sottolineando l`assoluta casualità dell`outfit ripetitivo.

  • Il viaggio sulle ali della fantasia

Tecnica usatissima sia tra gli accademici che tra i punkabbestia, “il viaggio sulle ali della fantasia” nasce in concomitanza con il concetto di “difficoltà economica”. In presenza di terzi e/o con poche righe ben assestate sulla propria bacheca Facebook mettere al corrente che “Viaggiare con la mente è l`unico modo per essere liberi”. Dichiarare nella stessa sede o in un secondo momento di credere nel potere della fantasia/lettura/droga.

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