Le 5 tecniche per formulare buoni propositi per l’anno nuovo e non rimanerne delusi 12 mesi dopo.

Amici feticisti delle lucine, benvenuti al terzo appuntamento con la rubrica sulle festività: un inserto che attualmente consta di circa due articoli e che, in previsione del volo di domani e, quindi, in concomitanza con la mia tragica morte, potrebbe proprio concludersi qui. *

Nelle scorse puntate abbiamo trattato l’argomento Natale, una celebrazione che, a mio non richiesto parere, potrebbe essere tranquillamente inserita in uno dei giochi degli Hunger Games (con l’unica differenza che se ne esce in sovrappeso). Questa volta invece, ho deciso di mettere il mio intelletto al servizio della scienza per parlarvi di un’altra festività plasmata dalle mani di Beelzebub in persona: il capodanno.

Dato che vorrei sembrarvi una ragazza briosa e piena di vita non starò qui a elencarvi i motivi per cui preferirei dichiararmi una terrapiattista piuttosto che festeggiare questa ricorrenza ma passerei direttamente alla parte dove vi do i miei preziosi consigli per cominciare al meglio il 2019. 
Come ogni fine dell`anno infatti, ci si ritrova nostalgicamente a ripensare ai 365 giorni appena trascorsi e ci si pone le solite domande di routine: ho trovato il fidanzatino/a? Un lavoro? un esame l`ho dato? Ho fatto abbastanza sport? E il bidet? Questo resoconto psicologico è quello che alcuni studiosi di alcune prestigiose università hanno definito il colpo di frusta del cervello. Il cdfdc è un meccanismo sadomaso dell’apparato della coscienza umana che ogni nottata del 31 Dicembre si auto-schiaffa davanti la consapevolezza di non aver di nuovo concluso niente di significativo negli ultimi 12 mesi . Questa presa di coscienza, spesso accompagnata da filmini di breve durata sulla propria esistenza, si traduce nell’ iperattività della ghiandola della frustrazione, del consumo improprio di bevande alcoliche e/o degli snack da festa.

Io che da questo pomeriggio dopo merenda mi occupo di psicologia e psicoterapia, con un accenno di podologia e giusto due nozioni base di oftalmologia, ho finalmente capito come evitare il cdfdc e terminare l’anno corrente con placida incoscienza e un po`di appetito.

Ma prima di diventare la vostra guida spirituale, come Virgilio per Dante, eccovi due note bibliografiche sulla carismatica autrice di questo articolo. Mi chiamo Morgana Meli e sono uscita dal grembo di mamma in una mattina di Novembre di 24 gloriosi anni fa. Fiera come una delle sorelle Kardashian, passo le mie giornate tra cibo, constatazioni amichevoli sul tempo e sogni di gloria. Dall’età della dentizione compilo liste della spesa di buoni propositi che poi lascio marcire appese nella mia cameretta provocando il rammarico del mio intero nucleo famigliare e rispondendo a questo generale disappunto con una proverbiale alzata di spalle. Oltre ad una serie di innumerevoli qualità, mi piace dormire e possiedo la foto della mia faccia scannerizzata. (Vedi qui sotto)

Quindi: le 5 tecniche per formulare buoni propositi per l`anno nuovo e non rimanerne delusi 12 mesi dopo. (leggere con le migliori intenzioni)

  1. Volare basso

Se c’è una cosa che la Germania mi ha insegnato è quella di volare basso,anzi di planare e basta. Questo vero e proprio stile di vita tipico della teutonia consiste nel prendere un sogno nel cassetto e analizzarlo secondo i seguenti canoni: bugdet economico, rapporto qualità-prezzo, voglia effettiva, cosa direbbe la comunità, compatibilità con l’età biologica ed efficienza.  Una volta effettuata l’analisi riformulare il sogno conferendogli un’ aria più realistica. Procedere nello stesso modo con tutti i propositi desiderati fino ad ottenere una lista omogenea di cose razionalmente fattibili.

2. Volare altissimo

Per coloro che, come me, fanno economia sull`uso della ragione esiste l`approccio “volare altissimo”. Questo atteggiamento consiste nel prendere una piccola aspirazione e digitrasformare la suddetta fino a darle le sembianze di un film fantascientifico. Esempio pratico: guadagnerei volentieri qualche soldo in più-> diventerò multimilionario, perderei volentieri una paio di chili-> diventerò un angelo di Victoria`s Secret. Alla fine dei 12 mesi esclamare”eh vabbè mica è colpa mia…era impossibile!”, proseguire in pace la celebrazione.

3. Teletubbies

Adottare uno stile di vita su modello “Teletubbies” e, quindi, a metà tra sognatore e lobotomizzato, ti permetterà, non solo, di non porti alcuna domanda al di fuori di “quando si mangia” e “quando si dorme” ma rappresenterà la migliore giustificazione a tutti gli insuccessi che ti riserverà il futuro. Inoltre, l`assenza di propositi di qualsiasi natura inibirà il rischio di delusione dovuto all`incompimento degli stessi. 

4. Salvare in bozze

Tecnica che prevede l`uso di un dispositivo con opzione “salva in bozze” (ok anche “blocco note” o semplice file word in formato doc) consiste nello scrivere una lista di goals a seconda dei propri momentanei sentimenti e desideri e salvare in bozze la stessa. A poche ore dal Capodanno recuperare il documento e modificarlo secondo una visione più lucida e realistica. Salvare successivamente in PDF e mostrare a terzi esclamando “Hai visto!? Cosa avevo detto!?”

5. Il perdono

  L`ultimo approccio di natura biblica è dedicato agli amanti dei classici e delle citazioni spicciole. Prima dello scoccare della mezzanotte del 31 ripercorrere la sequenza di ambizioni del capodanno passato. Combattere il cdfdc perdonando se stessi per non aver concluso niente e, anzi, complimentandosi con la propria persona per averci almeno provato (e se non proprio provato, pensato). Per giustificare la propria inconcludenza sussurarsi materni “Ma d`altronde, il proposito di fare qualcosa di utile non è esso stesso qualcosa di utile?

*Se anche tu preferiresti viaggiare ciaspolando piuttosto che prendendo l`aereo, leggi qui

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