Le 5 scuse perfette per non fare regali a Natale e uscirne moralmente integro e sorridente.

A 24 anni spesso la fantasia fa cilecca e allora eccomi qui a parlare di nuovo del Natale, questa volta con una breve ma come al solito incredibilmente savia guida sui (non) regali.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente o sei la mia mamma o un parente che cerca di sostenere la mia causa oppure una di quelle persone che, proprio come la sottoscritta, detesta fare regali. I motivi sono molteplici: povertà, t-rexaggine, mancanza di immaginazione, desiderio di non uscire da settembre in avanti, incapacità di tollerare la gente nei centri commerciali, poca abilità nell`impacchettare, pigrizia quasi mortale e di nuovo povertà. Bene amico mio, se rientri in una di queste categorie allora mettiti comodo e comincia a preparare i muscoli facciali per pronunciare una delle celeberrime scuse che scoprirai fra pochi istanti.

Ma prima di vomitarti le mie perle di saggezza, due palabras sull`affascinante figura in pigiama che si cela dietro a questo schermo.

 Salve, mi chiamo Morgana Meli, brillante studentessa in età pensionabile nel settore generico delle lingue, fan della coppia Heidi Klum e Tom Kaulitz e utilizzatrice seriale della frase Ma non dovevi! (spendere così poco). Da sempre regina indiscussa dei regali, basti pensare al cardiofrequenzimetro che regalai al mio ex boyfriend per san Valentino oppure al campanello per bicicletta a mia madre che, ci tengo a sottolineare, non possiede una bicicletta, mi diletto a dare consigli a destra e a manca nella speranza di portare qualcuno con me nel baratro oscuro che è la mia vita. Oltre a ciò faccio tante altre cose interessanti come mangiare in orari destabilizzanti per il corpo umano, guardare lascivamente i ragazzi sui mezzi e lamentarmi un po`di tutto giusto per il gusto di farlo.

Quindi per te che sei arrivato a leggere fino a qui ecco: le 5 scuse perfette per non fare regali a natale e uscirne moralmente integro e sorridente (leggere sogghignando)

  • Ma il Natale è una festa cristiana

Al primo posto nella classifica abbiamo “Ma il Natale è una festa cristiana”. Questa deliziosa frase fatta, all’apparenza innocente e veritiera, è la passaporta per eccellenza verso il risparmio di copiosi danari e calorie. Adatta a nuclei famigliari sia credenti che atei, va pronunciata a poche ore dall`inizio della celebrazione stessa. All`esclamazione “Ma il Natale è una festa cristiana” portarsi una mano sul petto, facendo attenzione a toccare l`area che corrisponde al cuore e lasciando intendere all`interlocutore che oltre alla propria stima non si avrà nient`altro.

  • Il biglietto

La tecnica “il biglietto” nasce negli anni ´90 del secolo scorso e consiste nella creazione in parte o in toto di un brutto pezzo di carta con frase politically correct sul Natale. Il vantaggio del biglietto, obbligatoriamente accompagnato da nient`altro che una pacca sulle spalle o un bacino sulla guancia, è quello di avvalersi della scusa “è il pensiero che conta”. Durante lo scambio dei doni avvicinarsi alla vittima e sussurrare con innocenza “L`ho scritto per te”. Fingere reticenza e timidezza nel consegnare il prezioso pezzo di carta igienica e attendere che il nuovo padrone della propria creazione finga di apprezzare il gesto. In caso di parente cinico che non riesca a celare il disappunto, urlare “sei un bruto!”. Procedere lasciando la stanza in lacrime.

  • Te lo porto a Gennaio

“Te lo porto a Gennaio” non è un film con Rocco Siffredi ma un altro  lungimirante mucchietto di sillabe che vi libererà della piaga dei regali. Una volta arrivati al momento fatidico dello scambio regali schiaffeggiarsi la fronte con le mani ed esclamare “Te lo porto a Gennaio!” facendo intendere di aver semplicemente dimenticato il presente nella propria abitazione. Il non specificare quale Gennaio sarà la clausola che vi permetterà di sparire dalla vita del parente o amico in questione subito dopo aver intascato il suo regalo.(sempre che non abbia letto anche lui questo articolo, a questo punto datevi semplicemente un cinque)

  • La crisi

“La crisi” è sicuramente uno dei vocalizzi più versatili del nostro secolo. Prima, durante o dopo la cerimonia natalizia stessa, pronunciare a denti stretti “La crisi!” non specificando se si tratti della crisi finanziaria, di nervi, di mezza età, epilettica, aziendale, politica o d`identità. Successivamente avvalersi della facoltà di non rispondere.

  • San Francesco

Dopo aver consumato il lauto pasto natalizio, decidere di spogliarsi di tutti i propri beni cominciando a predicare in famiglia l`abbandono delle cose materiali. Cominciare a discorrere di politica con il proprio animale domestico davanti allo sguardo attonito dei parenti e uscire di scena senza, però, dimenticare di rivendicare un pezzo di dolce da portare a casa, dal momento in cui la propria nuova santa condizione vi impedirà di acquistarne uno. Il giorno successivo ritirare tutto dando la colpa all`alcol.

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