Paura della morte?

Ci sono cose che nella vita non cambiano mai come l’irrefrenabile voglia di gettarsi dal quarto piano ogni lunedì mattina, di mangiarsi a cucchiaiate il nesquik nonostante il più volte comprovato pericolo di soffocamento e di travestirsi ogni halloween che si rispetti da Harley Quinn.
A parte le sopracitate lungimiranti radicate abitudini un’altra cosa che non riesco proprio a smettere di fare è pensare alla morte in particolare con il calare delle tenebre.
La paura di morire e l’idea che dopo non ci sia davvero più niente è veramente un pensiero infame ma a cui -ci scommetto il mio delizioso dispenser di tovagliolini da bar in foto- tutti almeno una volta al giorno pensano.
E se anche ci si pensa tutti i giorni alcune volte sono peggio delle altre e in quelle occasioni credo che se ci fosse qualcuno disposto a parlarne forse sarebbe meglio (almeno per quanto mi riguarda).
Come umani credo che sia più o meno presente in tutte le culture il concetto di infinito (avendo studiato turismo sproloquiare di culture mi sembra un po`eccessivo ma insomma su internet si può dire quello che si vuole e io lo faccio con piacere) ma quando penso alla morte e al niente il mio primo sincero sentimento è che, si per un sacco di tempo non ci sarò più ma non riesco decisamente a pensare che davvero sia un game over per sempre. Cioè davvero davvero davvero davvero per sempre e non il per sempre degli amori teenageriali ma un per sempre vero. PER SEMPRE.
Ma voi ci potete veramente credere a questo?
Quando penso all’idea di infinito mi viene sempre in mente Cartesio quando nelle meditazioni metafisiche dimostra l’esistenza di Dio e scrive (cito alla carlona e senza cognizione di causa) che l’idea di Dio la portiamo come se fosse un marchio della sua esistenza. Noi non sappiamo dire se Dio esista eppure ne possediamo il concetto proprio in virtù dell’essere una sua creazione. Forse l’idea dell’infinito funziona così come l`idea di Dio per il nostro amico mangia baguette. (Apro e chiudo parentesi su Cartesio perché non voglio offendere chi studia filosofia realmente).
Secondo me ci saremmo potuti rendere la vita più bellina se solo ci fossimo imposti dai tempi delle incisioni rupestri la legge valida per tutti credenti, atei, belli e brutti che si prima o poi chiuderemo gli occhi ma che non c`è da preoccuparsi perché dopo non finisce un bel niente. Senza farci domande e pensieri e con la stessa serenità con cui affermiamo che il nero e il marrone non si abbinano insieme. Se avessimo istituito questa falsa certezza universale non vivremmo oggi molto più spensierati?
Io non credo diventerò mai madre però se dovessi e se il mondo non remasse contro io forse questa bugia gliela dire pure.

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