Come sono diventata una celebrità nel mondo della fotografia di strada

In verità è successo tutto così in fretta, così improvvisamente che non riesco neanche a spiegarmelo. È così strano passare dall`essere una perfetta sconosciuta a sentire il tuo nome sulla bocca di centinaia di persone. Un sogno che si avvera. Vi riporto qua i fatti realmente accaduti di come sia riuscita a portare la mia passione per l`arte della fotografia nella multietnica Berlino, sperando con la mia storia di ispirare qualcuno che come me ha un sogno e non ha paura di rincorrerlo.

Parto dall`inizio.

Mesi e mesi fa vengo invitata a presenziare con un`esposizione inedita delle mie opere presso la soffitta dell`abitazione dei genitori del mio lui. Si tratta della kermesse di fama mondiale Natura cultura che se non la conoscete non incolpate me ma solo voi stessi.

Quindi tre giorni prima della manifestazione culturale preparo tra una crisi isterica e un esorcismo i 30 scatti, quelli che mi hanno portata alla celebrità, che faccio stampare da Aldi, catena di supermercati scrausi il cui unico merito è quello di stare a 100 metri dalla mia abitazione.

Domenica 9 settembre ore 6 e 40 ho il treno che mi porterà a Berlino, metropoli multiculturale che fa sempre fico visitarla, meglio ancora se si riesce a fare una bella foto davanti ad un pezzo di muro (bada bene però che se non scegli la parete con il bacio nessuno avrà idea di dove tu ti trovi), ottimo se riesci a farla con indosso una simpatica maglietta dell`omino del semaforo, 100 punti al grifondoro se te la fai con la maglietta dell`omino del semaforo e un currywurst in mano.

Quindi, parto da casa che sono già in ritardo( perche nel frattempo sono salita a casa altre 5 volte per controllare di aver spento il gas) e arrivo alla fermata già con le pezze. Scocca l`ora X il treno non si vede ma io, veterana del 61 che con i suoi ritardi si è preso i migliori anni della mia vita, non mi perdo d`animo e anzi mi godo la scena dei tedeschi che iniziano ad andare in paranoia.

Dopo 30 minuti arriva il demonio su rotaie, ci salgo insieme ai miei compagni di viaggio in lacrime e dopo tot arrivo a Berlino. Dopo un altro tot prendo il secondo treno che mi porta in quello che in una bellissima favola moderna americana potrebbe definirsi un paesino del Wisconsin.

Arrivata all`abitazione trovo ad attendermi il mio lui, il fratello del mio lui, lo zio del mio lui, la compagna dello zio del mio lui e i curatori della mostra ovvero i genitori del mio lui. Sono le ore 11 e siamo tutti già in fermento, tanto che ognuno si è praticamente cadaverizzato in uno degli angoli della soffitta e io mi sono già mangiata i ¾ del buffet.

Verso le 12:30-13 iniziano ad arrivare i primi appassionati d`arte che a passo felpato prima entrano e poi escono. Tra le 13:30- 14 il mio lui e suo fratello cominciano a rockeggiare con la chitarra. Tra le 14 e le 14:30 sempre loro decidono di mettere sei euro in moneta nel cappello per spronate i timidi visitatori a fare lo stesso.

Finalmente verso le 15 arriva un po`di gente. Vista l`eta media sembra l’alba dei morti viventi ma, forse perché gli ricordo una nipote, forse perché in età più adulta si diventa empatici, mi fanno i complimenti. Una signora dichiara che è sempre un piacere vedere i giovani con un hobby. Un`altra mi chiede la ricetta della cheesecake.Un vecchio mi indica un quadro che non ho dipinto io.

Quindi cosa ho imparato da questa esperienza:

-i vecchi tranne che in coda o sul pullman sanno essere proprio creature dolcissime.

-devo smetterla di ingozzarmi di cibo senza fare sport

-il trucco dei soldi nel cappello è ok ma non ci puoi campare

-aldi stampa le foto una favola.

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