Buoni propositi

Appena sbarcata in Germania sono animata dalle migliori intenzioni: voglio integrarmi, migliorare il krakenese, farmi tanti amici biondi e rimanere in peso forma.

Per fare tutto ciò decido di partire in quarta e di iscrivermi ad un corso offerto dalla cosiddetta Volkshochschule (spicciolamente tradotto in “scuola per poveri”). Dopo aver sopravvalutato le mie finanze ed essermi iscritta a 5 corsi tra cui uno di arabo (?), mi rendo conto che tra i metodi di pagamento non compare la voce “in natura”. Quindi scelgo di seguire un solo corso ovvero disegno di nudo dal vero nonostante le mie competenze artistiche siano pari a quelle di un tricheco che approccia alla danza classica.

“Il tuo nome è Meli giusto?” “no Morgana” “Tatiana?” “No Morgana” “Barbara?” “Morgana” “Aaah sei spagnola?” “No italiana” “E perché ti chiami Morena?”. Dopo una lotta di 15 minuti decido che Francesca è un nome che mi sta a pennello (ihih…un corso d`arte…un pennello…vabbè) e incominciamo. La classe è composta da: una scassaminchia che non sta mai zitta, un uomo che sostiene di essere già un artista e per questo fa l`annoiato e sbuffa, una signora che parla piano, un`altra donna che si scopre una promessa del disegno e una ragazza, presumo, della mia età che non vuole parlarmi se non per scroccarmi la gomma pane. La professoressa è una persona molto carina e competente ma che, suppongo, non riesca a liberarsi da terribili fantasmi del passato e la modella una gioviale 50 enne che si rifiuta di stare ferma per più di un minuto.

Mentre disegniamo l`insegnante passa tra i banchi per darci preziosi consigli. Dato che i miei simpatici compagni di avventura si sentono già imparati (complice, forse, il sangue tedesco?) e la scacciano via come la peste ogni volta che lei tenta di avvicinarsi, la suddetta decide di stazionare dietro alle mie spalle per circa il 90% del corso: “Giorgia non credi che il busto sia un po`troppo corto?” “Jennifer ma questo piede?” “Suvvia Filomena ma questo sgorbio?”. La sciabolata in pieno petto è: “Come si chiamano i tuoi bambini? No perché dalla proporzioni dei tuoi disegni si vede proprio che sei una mamma”, immagino alludendo alle teste da Megamind sul mio foglio oltre che al mio ventre poco scolpito. Inoltre, ogni fine lezione la scassaminchia (cresciuta a pane e spocchia) pretende che le mostri le mie opere d`arte, come un bullo che ti chiede i soldi per la merenda in un qualunque college americano, per poi commentare “Ma si vedrai che migliorerai”.

L`ultima lezione viene inspiegabilmente disertata da tutti ma, con grande rammarico della prof e della modella, non da me.

Per tutte e due le ore che seguono mi sento un maniaco sessuale mentre cerco di disegnare la modella che, nel frattempo, si prepara uno snack ipocalorico e l`insegnante che, con grande sensibilità, cerca di colmare le mie lacune artistiche toccando la signora con la sua matita ed esclamando: “ Non vedi, Giovanna, questo rotolo? Io le tette le farei più basse. Su avvicinati Gloria! Le hai fatto troppo sedere non vedi che ce l`ha piatto?”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: