Verso il successo

Nutrendo sogni di gloria decido di cominciare a risparmiare e, oltre al mio mini lavoro da traduttrice, incomincio a lavorare in un negozio di abbigliamento come commessa.

Ovviamente sono un successo fin da subito: in primis perché sembro attirare i casi sociali come una calamita, in secundis perché essendo in Germania capisco una parola su cinque, in terzis perché sono da sempre una accanita fan di vestiti abbinati alla carlona quindi lavorare nel fashion mi sembra una barzelletta.

Le premesse sono ottime e come previsto anche le mie performance.

  • Una signora si avvicina mi parla in krakenese e capisco che cerca una camicetta larga. Gioisco sia per aver capito la richiesta, sia perché ho appena visto la fantomatica camicetta. Lei aggiunge che la suddetta le serve proprio larga per la pancia e io “certo signora, mi segua”. Decido di calarmi nella parte della commessa, consigliatrice, migliore amica dei 15 minuti di shopping e mi sento in dovere di dirle “certo che noi donne siamo proprio tutte uguali con i nostri complessi sulla pancia” il tutto ammiccando come, appunto, farebbe la tua best. Lei mi guarda attonita. Dopo averle dato la camicetta mi accorgo che è incinta di 8 mesi e 27 giorni.
  • Una signora si avvicina con una giacca bianca e mi dice “ma questo è panna mica bianco, o sbaglio? “ io fiera le dico “certo signora questo è chiaramente panna, ma questo è bianco” Prendo una giacca. Mi guarda attonita. La maledetta è esattamente la stessa che la signora ha in mano. Cerco si salvare la mia posizione dicendole che sono daltonica e mi dirigo a passi di moonwalking lontano da lei.
  • Una signora…si è un negozio da donne…mi fa vedere come le sta un pantalone. È uno di quei modelli che ti ingrassa anche se sei una fitness girl e la signora mi fa tenerezza, quindi, decido di dirle una mezza verità consigliandole di prendersi almeno una taglia in meno. Questa se possibile è ancora peggio ma lei mi piroetta davanti come una bambina prima del saggio di danza. Cosa le dici ad una signora così? Nel caso, signora, ci tengo a specificarle che ha 4 settimane di tempo per riportare il pantalone indietro. Mi dispiace sul serio.
  • Questa è fresca di ieri. Entrano in negozio una quindicina di indiani. Tutti stanno su skype con la moglie ubicata in india. Nessuno di loro è mai entrato in un negozio. Impanicatissimi mi placcano ogni due metri. Uno di loro mi ferma e mi chiede cosa ne penso del vestito che ha scelto come regalo per la partner. Dopo aver risposto che ovviamente lo adoro mi chiede che taglia deve prendere alla sua dolce metà. Io cerco di spiegargli gentilmente che sua moglie non la conosco e che il mondo è bello perchè è vario. Vedo i suoi occhi inumidirsi, quindi, decido di aiutarlo e gli chiedo di descrivermela. “È come quella signora laggiuuu…noooo non quella a destra ma quella con la borsaaa laaa” La signora con la borsa non la prende bene. Tempo zero e il suo amico mi ferma. “Ma la sua taglia è normale?” dopo tutte queste polemiche sul body shaming mi sento leggermene offesa dalla domanda-insinuazione ma passo avanti tanto lui è di nuovo su skype. Il top arriva come dulcis in fundo quando un signore mi mette davanti il suo cellulare. Dall`altra parte una signora turbata tanto quanto me che inizia a sistemarsi i capelli. “io porto una 32!!!! Una 32!!!” La signora è sicuramente super-duper simpatica e carina però la 32 tedesca non la portano neanche le bambine e io cerco di spiegarle che da noi è una taglia piccina. Lei si rabbuia. Il signore decide allora di mettermi il telefono in mano e comincia a provarsi gonne e pantalone intorno al collo sostenendo che con quel metodo scientifico avrebbe individuato la taglia della moglie che nel frattempo non guarda più nessuno, palesemente offesa. Nel dubbio, alla fine della fiera, compra una gonna 42, un vestito taglia S, un top M e una camicia XL.
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